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Scontro Mediaset-Corona, l’azienda lo denuncia e lui replica: “È guerra, racconterò tutta la verità”

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«Ormai è guerra, ve l’ho detto, trattative non ne facciamo. Racconterò tutta la verità anche su di voi, che coprite lui, per coprire voi. Per fermarmi mi dovete sparare». Lo ha scritto sui social Fabrizio Corona, dopo che si è saputo che Mediaset lo ha denunciato in Procura a Milano per diffamazione e minacce nei confronti dei vertici dell’azienda e di conduttori di note trasmissioni tv.

Mediaset, dopo le puntate del format di Corona ‘Falsissimo’, ha anche chiesto alla Dda di attivarsi ai fini di ottenere una misura di prevenzione che inibisca all’ex agente fotografico l’uso dei social e di altre piattaforme telematiche e l’utilizzo del cellulare per divulgare contenuti come quelli che sta diffondendo nelle ultime settimane.

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Botta e risposta Mediaset-Corona, le parole del legale dell’ex paparazzo

«Sono veramente basito, pare che non sia chiaro che in Italia c’è la libertà di pensiero e di parola in qualunque modo venga manifestata. Tutte queste iniziative mi sembrano una sorta di tentativo di ottenere un provvedimento di censura preventiva». E’ il commento dell’avvocato Ivano Chiesa, storico legale di Fabrizio Corona, alle denunce e istanze messe in campo da Mediaset e da Alfonso Signorini contro l’ex agente fotografico e il suo format ‘Falsissimo’. «La censura non c’è più in Italia dal 1946», ha aggiunto il difensore.

Perché Mediaset ha denunciato Fabrizio Corona?

Mediaset ha denunciato in Procura a Milano Fabrizio Corona per diffamazione e minacce nei confronti dei vertici dell’azienda e di conduttori di note trasmissioni tv. E ha anche chiesto alla Dda di attivarsi ai fini di ottenere una misura di prevenzione che inibisca all’ex agente fotografico l’uso dei social e di altre piattaforme telematiche e l’utilizzo del cellulare per divulgare contenuti come quelli che sta diffondendo nelle ultime settimane. La querela e l’istanza, infatti, arrivano dopo le puntate del suo format sul web ‘Falsissimo’ in cui ha attaccato, tra gli altri, Alfonso Signorini.

In particolare, in due puntate di ‘Falsissimo’ (la terza è annunciata per il 26 gennaio) Corona, non solo ha parlato di quello che lui ha definito il «sistema Signorini» fatto, a suo dire, di presunti ricatti e favori sessuali richiesti, ma ha anche attaccato altri conduttori di noti programmi Mediaset e la stessa azienda.

Così la società della famiglia Berlusconi ha presentato nei giorni scorsi denuncia in Procura a Milano per le ipotesi di reato di diffamazione aggravata e minacce. Querela che di fatto porterà, anche per tutti gli accertamenti necessari nel caso, all’iscrizione dell’ex «re dei paparazzi» come indagato, sulla base proprio della denuncia.

Il “caso Signorini”

Allo stesso tempo, sempre Mediaset ha chiesto alla Dda di Milano, che la può proporre alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale, di attivarsi per richiedere una misura che porti al divieto per Corona, previsto da una norma del codice antimafia, «di utilizzare, in tutto o in parte, piattaforme o servizi informatici e telematici specificamente indicati» o al «divieto di possedere o di utilizzare telefoni cellulari, altri dispositivi per le comunicazioni dati e voce o qualsiasi altro apparato di comunicazione».

Tra l’altro, da quanto si è saputo, un’istanza dello stesso genere è stata depositata anche da Alfonso Signorini. Per domani pomeriggio, intanto, è fissata l’udienza al Tribunale civile di Milano dopo il ricorso contro Corona degli avvocati di Signorini per ottenere un provvedimento cautelare d’urgenza di «inibitoria» e bloccare la messa in onda sul web della prossima puntata di ‘Falsissimo’.

Signorini è stato interrogato dai pm da indagato su sua richiesta, il 7 gennaio, dopo la denuncia per violenza sessuale ed estorsione da parte dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno. Ha respinto le accuse, mentre il modello ha confermato due giorni fa il contenuto della sua querela davanti ai magistrati.

Anche Corona è indagato in un altro filone delle indagini milanesi per revenge porn, su denuncia di Signorni, ed è stato già interrogato a fine dicembre.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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