Si prospetta una lunga battaglia a suon di interpretazioni nel processo che vede alla sbarra il ras Nicola Rullo per il sequestro di persona di un imprenditore e di suo figlio. L’ultima svolta si è avuta qualche giorno fa, nel corso dell’udienza chiamata a far luce su quella vicenda. I pubblici ministeri Converso e Varone hanno depositato alcune intercettazioni secondo le quali il reggente dei Contini avrebbe ideato una strategia difensiva finalizzata a condizionare la decisione finale, strategia mirante a scagionare uno degli altri coimputati, Gabriele Esposito, a danno invece di Giuseppe Moffa con cui da tempo il gruppo di ‘o ‘nfamone è in rotta.
Secondo l’accusa Rullo, grazie a Roberto Murano (raggiunto in questi giorni da decreto di fermo poi convalidato), avrebbe cercato di condizionare la decisione finale veicolando il messaggio all’esterno proprio tramite Murano incontrando però l’opposizione di Moffa che non avrebbe accettato il ruolo di ‘vittima sacrificale’. Contro l’acquisizione delle intercettazioni si è schierato il collegio difensivo mentre favorevole alla loro acquisizione si è dimostrato il legale di Esposito, l’avvocato Roberto Saccomanno.
L’intercettazione del 24 novembre 2025
Un’interpretazione però che dovrà passare al vaglio dei giudici. Di una certa importanza appare infatti una intercettazioni captata a casa di Murano in cui lo stesso, parlando con Patrizio Bosti junior (non indagato in questo procedimento), si chiede perché mai Moffa abbia ricevuto una richiesta di condanna a 20 anni dal pubblico ministero se, durante le fasi del sequestro, non era in casa come da lui dichiarato: «Come li hai presi 20 anni se stavi giù al palazzo? Come li hai presi?». Nel corso della conversazione Murano si lascia scappare: «Da come dovevano dire tutti la verità. Se non sbaglio si misero d’accordo che dovevano dire tutti la verità per scagionare a Gabriele. Tu stai sopra quella casa, ti ha interrogato il pubblico ministero no! Vuoi dire che lui non c’entra niente in mezzo a questa storia?».
Secondo la Procura quelle frasi sarebbero la ‘prova’ che Moffa non aveva aderito alla strategia difensiva imposta da Rullo anche se, una parte della difesa, contesta tale interpretazione visto che lo stesso Moffa aveva già acconsentito al risarcimento delle vittime. In sostanza lo stesso Murano domanda al suo interlocutore come mai Moffa abbia acconsentito al risarcimento ma non abbia poi chiarito la posizione di Esposito indicandolo come presente all’interno dell’abitazione: «Ma quando lo dici al giudice che stavi tu su quella casa! Visto che tutti quanti si stanno accusando il reato che hanno fatto e il risarcimento. Peppe Moffa perché ha fatto il risarcimento?». Stesse parole ma diverse ‘chiavi di lettura’ e diverse interpretazioni su cui adesso dovrà pronunciarsi il giudice Girardi chiamato a valutare l’utilizzabilità di elementi ritenuti decisivi per il prosieguo del processo.


