Gran parte degli elementi che investigatori e inquirenti hanno raccolto finora sul caso del ginecologo campano Stefano Ansaldi, trovato sgozzato quattro giorni fa vicino alla stazione Centrale di Milano, fanno ipotizzare un suicidio, anche se le indagini non sono concluse e si lavora per escludere definitivamente che si sia trattato di un omicidio. Tra gli elementi principali il fatto che le telecamere della zona non hanno ripreso persone fuggire, né i testi le hanno viste o sentito rumori di fuga. In più, il cellulare del medico, non trovato, era stato spento circa un’ora prima della morte. E l’uomo era in difficoltà finanziarie.

Il mistero sulla morte di Stefano Ansaldi

Rimane ancora un mistero la morte di Stefano Ansaldi, il ginecologo beneventano trovato sgozzato a Milano. Eppure nelle ultime ore qualcosa è cambiato, perché intorno al cadavere rinvenuto vicino alla Stazione Centrale non ci sono tracce di assassino. Non ne vede – spiega Repubblica – nemmeno il testimone che lo vede rantolare dopo essere stato sgozzato, e morire in pochi secondi per dissanguamento. Anche le telecamere di via Mauro Macchi che, dieci minuti prima, avevano immortalato il suo angosciato andirivieni, non immortalano altri passaggi. Così come non ci sono impronte sull’arma con cui il medico è stato sgozzato, un coltello. Un dettaglio importante, questo, soprattutto se si considera che a indossare dei guanti di lattice – gli unici che non avrebbero lasciato impronte – era proprio Ansaldi.

Il coltello “non sembra nuovo, ma nessun familiare al momento sembra riconoscerlo”, fanno sapere gli investigatori. Quello che più lascia perplessi è che i due testimoni che lo vedono cadere al suolo in via Macchi, così come le telecamere della zona non mostrano nessuno in fuga. “Non si può sparire – spiega una fonte – ma le telecamere analizzate fino a questo momento non inquadrano nessuno che si allontana. Ora siamo a lavoro per capire se è possibile trovare rifugio in qualche palazzo coperto dai ponteggi”. La vittima non ha lasciato nessun biglietto d’addio, le condizioni economiche non rosee potrebbero far propendere per un gesto estremo, “magari dopo un appuntamento andato male”. Al momento anche l’autopsia eseguita ieri non serve a togliere dubbi: il colpo è stato inferto da sinistra a destra, a impugnare il coltello potrebbe essere stata la vittima o una persona che ha agito alle spalle, ma non per una rapina visto che il Rolex era accanto al corpo senza vita.

Per seguire tutte le notizie collegati al nostro sito oppure vai sulla nostra pagina Facebook.

Pubblicità