Ci hanno riprovato. E questa volta non era un semplice avvertimento. Gli investigatori sono sicuri: Francesco Musto, il 19enne ferito alla schiena due sere fa in via don Pino Puglisi, ha rischiato seriamente di morire. Nipote acquisito di Vincenzo Esposito ‘o principino (il nipote preferito di Maria Licciardi la cui morte diede origine alla famosa ‘faida della minigonna’) Musto era già stato bersaglio di un raid cinque mesi fa.
Spari a Scampia contro il nipote dei Licciardi, Musto era già scampato ad un agguato
Un dato che preoccupa gli inquirenti e che getta nuove ombre sulla situazione criminale tra Miano e la Masseria Cardone. Tra i due ferimenti c’è sicuramente un collegamento così come con gli altri agguati avvenuti nei mesi scorsi contro giovani legati in qualche modo al gruppo della Masseria Cardone.
Musto ha raccontato di essersi intrattenuto in strada con alcuni amici quando improvvisamente in sella ad uno scooter sono comparsi altri due giovani con il volto parzialmente coperto che hanno estratto la pistola puntando all’indirizzo del 19enne che, accortosi del pericolo, è riuscito a ripararsi dietro un’auto evitando che le pallottole lo centrassero in pieno.
Le indagini sono state affidate agli uomini della squadra mobile (dirigente Mario Grassia) che stanno ricostruendo il quadro relativo agli agguati di questi mesi: cinque mesi fa lo stesso Musto fu gambizzato cinque mesi fa mentre era in strada. Raccontò di essere stato avvicinato da uno sconosciuto.
Quel racconto non convinse appieno gli inquirenti così come quanto accaduto la scorsa notte: il timore è che il 19enne possa essere entrato in contrasto con giovani leve che da tempo cercano di fare il bello e cattivo tempo tra Secondigliano e Scampia.

