Da sinistra Carmine e Alessandro Argentato

Erano stati arrestati durante l’estate dello scorso anno (leggi qui l’articolo di Internapoli) per aver esploso colpi di arma da fuoco in via della Bussola in Napoli (il famigerato ‘Bronx’ di San Pietro a Patierno) con l’accusa di tentato omicidio plurimo aggravato e detenzione e porto di arma da fuoco. Nello sparare in pieno giorno era rimasta ferita anche una ragazza che aveva avuto come unica ‘colpa’ quella di essersi affacciata al balcone nel momento sbagliato. Ieri il gip di Napoli ha accolto l’istanza presentata dal difensore di Carmine Argentato e suo nipote Alessandro Argentato, l’avvocato Antonio Iorio, concedendo ai due imputati la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari, alla luce di ampia documentazione prodotta dalla difesa con la quale si è dimostrata la possibilità di ritenere salvaguardato il pericolo di recidiva anche con la più mite misura della restrizione domiciliare. E così i due hanno potuto lasciare il carcere di Poggioreale.

L’articolo precedenti: prima il litigio e poi gli spari, così furono arrestati gli Argentato

Un litigio che poteva sfociare in ben altro. E’ quanto avvenuto lo scorso febbraio quando quattro persone (tra essi anche un minorenne) in via della Bussola, nei pressi del civico 121, nel rione ‘Bronx’, hanno esploso numerosi colpi di arma da fuoco in direzione del minore C. F. e di suo padre C.C.. Spari avvenuti a seguito di un banale litigio relativo al costo di un cappellino indossato dal minore. Quell’alterco sfociò ben presto nel raid armato che portò al ferimento per errore di Mariarca P., colpita da un proiettile dopo essersi affacciata alla finestra della sua abitazione per vedere cosa stesse accadendo, avendo udito l’esplosione dei colpi d’arma da fuoco. Per quanto avvenuto nel complesso di edilizia popolare (il ‘Bronx’ al confine tra Poggioreale e San Pietro a Patierno) questa mattina, su delega delle Procure della Repubblica presso i Tribunali Ordinario e per i Minorenni di Napoli, la squadra mobile, unitamente al personale del Commissariato di Poggioreale, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli. In manette sono così finiti il 49enne Gaetano Argentato, suo figlio Alessandro e suo fratello Carmine Argentato. Eseguito anche un fermo di indiziato di delitto a carico del diciassettenne M. A., tutti ritenuti responsabili di tentato omicidio aggravato e detenzione e porto di arma da fuoco. Stando alle ultime informative di polizia gli Argentato farebbero parte di un gruppo molto attivo nella zona del ‘Bronx’. Carmine e Gaetano Argentato finirono in manette l’ultima volta nel maggio del 2017: insieme a dei complici avevano tentato di svaligiare una tabaccheria. Dopo un inseguimento con le forze dell’ordine, che avevano fatto irruzione nel locale, per loro erano scattate le manette.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.