Dopo la grande paura arriva la conta dei danni, materiali e morali, del sisma che ha colpito la zona dei Campi flegrei venerdi scorso alle 19,46. Una scossa di magnitudo 4,7 che, pur senza provocare vittime, ha riportato al centro del tema la vulnerabilità del territorio flegreo. Sono 150 le famiglie che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione a Pozzuoli. Secondo i dati della Protezione civile in totale vi sarebbero 300 sfollati, un numero che potrebbe aumentare a seguito dei sopralluoghi dei vigili del fuoco. Molte famiglie hanno trovato ospitalità nella notte tra venerdì e sabato al PalaTrincone di Monterusciello, mentre da ieri la Regione Campania ha attivato gli spazi della residenza dell’Ospedale del Mare come prima accoglienza. «Stiamo inoltre mettendo a disposizione gli Ospedali di Comunità per garantire sostegno sul territorio» ha evidenziato il governatore Roberto Fico, che insieme all’assessora alla Protezione civile Fiorella Zabatta e al vicepresidente Mario Casillo, si è recato nell’area del sisma. Come anticipato da Il Mattino in attesa del contributo di “autonoma sistemazione” o di una sistemazione alberghiera Palazzo Santa Lucia è pronta a convocare una giunta straordinaria nelle prossime ore per «lo stanziamento di un milione di euro, per le famiglie sfollate».
Terremoto ai Campi flegrei,la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano: ”Possibili altre scosse simili”
Lo sciame sismico ai Campi Flegrei è ancora in corso dopo il terremoto di magnitudo 4.7 registrato nella giornata di ieri. A confermarlo è la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, che ha fatto il punto sull’evoluzione della sequenza sismica e sulle possibili prospettive. «È ancora in corso uno sciame con più di 155 eventi. Quello maggiore è stato di magnitudo 4.7, poi ce ne sono stati altri cinque che hanno raggiunto o superato magnitudo 3. È un’energia liberata abbastanza importante, molto importante», ha spiegato. La direttrice ha confermato che si tratta dell’evento più intenso mai registrato dall’attuale rete di monitoraggio dell’area flegrea: «Sì, è stata la scossa più forte da quando esiste il sistema di monitoraggio». A rendere ancora più delicata la situazione, sottolinea Pappalardo, sono stati gli effetti sul territorio. «Più che altro questa volta ha creato dei danni, anche abbastanza importanti. Giustamente questo crea preoccupazione, anche perché non possiamo escludere che in futuro possano verificarsi altri eventi importanti». Un messaggio è rivolto direttamente ai cittadini, chiamati a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità. «Bisogna seguire le indicazioni che dà la Protezione Civile, in modo tale da affrontare questi eventi in sicurezza. Per quanto importanti, è fondamentale affrontarli in sicurezza e seguire le indicazioni della Protezione Civile». La scossa principale è avvenuta a una profondità di 2,6 chilometri, una caratteristica tipica della sismicità dell’area. «Come sempre per i terremoti dei Campi Flegrei, è una sismicità non molto profonda che non supera quasi mai i 4 chilometri».
