Omicidio del piccolo Giuseppe, Tony confessa: “Non mi facevano dormire”, poi schiaffi e pugni

Tony Essobti Badre si è mostrato collaborativo davanti al Gip Santoro. Nell’interrogatorio di convalida del fermo, il 24enne che ha ucciso il piccolo Giuseppe e ferito la sorella Noemi di appena 8 anni, ha ricostruito quei terribili attimi nella palazzina di Cardito. Una domenica che si è trasformata in dramma.

La follia cieca di Tony, si è sfogata contro Giuseppe e Noemi, “colpevoli” di aver danneggiato la cameretta comprata da poco. “Ho fumato diversi spinelli, come faccio ogni giorno. Poi ho perso la calma” ha dichiarato l’uomo davanti al gip Santoro. Le parole di Badre aggravano ulteriormente la sua posizione. Non solo per l’uso di stupefacenti, ma anche per i futili motivi delle percosse e le modalità di quello che è stato un vero e proprio pestaggio. Follia cieca.

Dall’ordinanza di custodia cautelare emergerebbe un’ulteriore dichiarazione che confermerebbe l’aria tesa nella casa in cui Tony e la compagna Valentina condividevano da qualche mese la convivenza con i tre piccoli di famiglia. “Non mi facevano dormire” avrebbe detto al giudice durante l’interrogatorio. Sarebbe stato anche questo un fattore determinante al violento pestaggio, a riportare la dichiarazione è il sito NapoliToday.

“Prima gli schiaffi e pugni, ma loro non la smettevano di strillare”, poi ha preso il manico della scopa e ha continuato a colpirli violentemente. Escoriazioni e sangue per i due piccoli. Tony e Valentina non hanno ritenuto “opportuno” chiamare i soccorsi. Hanno provato a medicarli con metodi casalinghi. L’uomo è sceso per andare in farmacia a comprare una pomata, voleva rimediare alle ferite. C’era anche Valentina in quelle drammatiche fasi. Ha provato a mettersi in mezzo, ma non ha fermato la rabbia cieca di Tony. “Volevamo, io e Valentina. Lei? Sì, era in casa, era presente. Ma ha cercato di fermarmi”. E lui, per levarsela di torno, le ha dato un morso in testa.