Ucciso a Miano dopo una vacanza:«Ammazzato dai suoi amici della Vanella»

Avevano passato quindici giorni insieme ad Ibiza il ras di Mianella Carlo Matuozzo ed Umberto Accurso, ma quest’ultimo sin dal primo giorno alle Baleari aveva già deciso che al rientro in Italia Matuozzo doveva morire. E’ questo il prologo dell’omicidio Matuozzo ucciso dai suoi stessi amici alla fine dell’agosto del 2013.

Il 25 agosto rientrarono in Italia, giusto il tempo di perfezionare il piano di Accurso che per Matuozzo non ci sarebbe stato scampo. A raccontare i dettagli dell’agghiacciante omicidio Matuozzo sono stati i pentiti Giovanni e Alfredo Leonardi ai quali Accurso aveva chiesto di ammazzare Matuozzo, colpevole di «aver rubato i soldi del clan» (accusa tra l’altro mai confermata dagli inquirenti). I figli dell’ex narcotrafficante Antonio non ebbero problemi ad avallare il piano di Accurso ma pretesero una garanzia: l’uccisione del fratello di Carlo, Antonio Matuozzo da parte di quelli della Vanella Grassi, per evitare che questi potesse vendicarsi. Così 4 giorni dopo il rientro a Napoli, Accurso, come si evince grazie ad una cimice posizionata sulla sua auto, andò a prendere Matuozzo a casa, dicendogli che dovevano recarsi in un locale in disponibilità dei Leonardi per discutere di una partita di droga. Così fu. Ma ad attendere Accurso non c’era alcun tavolo ma soltanto Giovanni Leonardi che gli puntò contro una pistola, l’arma però si inceppò e ne nacque una colluttazione. Matuozzo in un primo momento ebbe il sopravvento su Leonardi, ma fu colpito alla testa con una sedia da un amico di quest’ultimo.

A quel punto Matuozzo cadde in terra e fu accoltellato a ripetizione. Uno, due, decine di fendenti. Non bastarono per accontentare Accurso che pretese che venisse tagliata la gola a Matuozzo: voleva essere sicuro al 100% che Carlucciello non avesse scampo.