Ylenia Musella aveva imparato presto cosa significasse crescere senza punti di riferimento stabili. Un’infanzia difficile, segnata dall’assenza dei genitori, entrambi finiti in carcere, l’aveva costretta a diventare adulta troppo in fretta. Insieme al fratello Giuseppe era cresciuta praticamente da sola, cercando negli affetti e nelle relazioni quel senso di famiglia che le era mancato. Nonostante tutto, Ylenia non aveva mai smesso di credere nell’amore. Da tre anni era legata a Kikko, una relazione intensa, passionale, a tratti turbolenta. Si lasciavano e si ritrovavano spesso, ma il sentimento non si era mai spento. Anche quando, ultimamente, avevano deciso di separarsi, Ylenia continuava a pensarlo. Ne parlava con le amiche, lo nominava spesso, come se una parte di lei fosse rimasta legata a quel legame.
L’amore turbolento col suo fidanzato
Lo dimostrano anche gli ultimi giorni della sua vita. Nel fine settimana trascorso a Taranto, dove era andata a ballare con amici e amiche in una discoteca dove si esibiva il noto dj Capriati, il suo pensiero tornava ancora a lui. E anche Kikko, nonostante la distanza e una gelosia mai nascosta per alcuni comportamenti, continuava a immaginare un futuro insieme: il matrimonio, una casa, una famiglia. Un progetto che per Ylenia aveva un valore ancora più profondo.La giovane aveva trovato proprio nella famiglia del suo fidanzato ciò che non aveva mai avuto. Frequentava spesso la casa dei suoi “suoceri”, un luogo dove si sentiva accolta, protetta, amata. In particolare il rapporto con la madre di Kikko era diventato speciale: quella casa era diventata il suo rifugio, il simbolo di quel calore familiare che le era mancato per anni.
Il legame con la sua famiglia
Eppure Ylenia non aveva mai smesso di voler bene alla sua famiglia d’origine. Amava suo padre, sua madre – tornata in libertà solo da pochi mesi dopo circa dieci anni di carcere – il fratello Giuseppe e il suo cane Memè, a cui era profondamente legata. Cercava di tenere insieme tutti i pezzi della sua vita, anche quelli più dolorosi. Sul piano lavorativo aveva svolto lavori saltuari, soprattutto in un’impresa di pulizie, ma coltivava nuovi sogni: voleva lavorare come make-up artist e avviare un’attività di rivendita al dettaglio. Desiderava costruirsi un futuro diverso, più stabile, più suo. Anche il fratello Giuseppe, secondo quanto riferito da persone a lui vicine, stava vivendo un momento di cambiamento, essendo da poco fidanzato con una ragazza descritta come seria e perbene. Poi, la tragedia. Ylenia Musella è morta in circostanze drammatiche: secondo quanto emerso dalle indagini, è stata uccisa proprio dal fratello. Un epilogo sconvolgente che ha lasciato senza parole familiari, amici e un’intera comunità. Resta il ricordo di una giovane donna fragile e forte allo stesso tempo, che cercava amore, stabilità e una famiglia vera. Un sogno spezzato troppo presto, in una storia che oggi chiede solo rispetto, silenzio e verità.


