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giovedì, Luglio 7, 2022
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UCCISO CON QUARANTA COLPI, GLI INQUIRENTI: VENDETTA DEI CASALESI


Una raffica di quaranta proiettili sono stati sparati ieri a Giugliano, a terra un incensurato di 47 anni. Lorenzo Riccio, uomo mite e introverso, sposato con due figli, abitava in via Metito a Giugliano. Lavorava da dieci anni, come ragioniere, nella ditta Russo e C. in via Oasi Sacro Cuore. Ieri mattina, erano da poco passate le 8 e il 47enne, varia l’uscita da casa. Tutte le mattine prima di recarsi a lavoro, accompagnava il figlioletto alla scuola elementare. Ma fatalità vuole che il bambino rimane a casa. Riccio va quindi direttamente nell’agenzia di onoranze funebri, seguito con tutta probabilità dai suoi assassini. Scende dalla macchina e si appresta ad aprire la serranda quando alle sue spalle i killer, forse due, iniziano la loro mattanza. Freddi e determinati sparano 40 colpi crivellando tutto quello che si trovano d’avanti. Ritrovati sul posto proiettili di un fucile kalashnikov e una pistola calibro nove. Al vaglio degli inquirenti i colpi sparati per capire se le armi sono state utilizzate anche lo scorso 18 settembre, quando vennero uccisi sei ghanesi e il titolare di una sala giochi. Secondo le indagini l’omicidio di Riccio potrebbe essere un chiaro segnale dei killer ancora ricercati, Giuseppe Setola, Emilio Di Caterino e Giovanni Vergas. Proprio quest’ultimo era uno dei denunciati dai titolari dell’agenzia Russo e C., che negli anni novanta denunciarono alcuni esponenti del clan Bidognetti per tentativo di truffa e estorsione. Processo che portò la condanna definitiva di Francesco Bidognetti. Una mattanza che potrebbe dare un chiaro segnale, per chi è stato arrestato nel bliz dei giorni scorsi, «il clan non dimentica» in caso di pentimento. Fino a tarda sera i carabinieri della Compagnia di Giugliano hanno ascoltato i titolari della ditta, dove lavorava Lorenzo Riccio, e i familiari dello stesso. Le indagini continuano nel riserbo assoluto e si cerca di dare un volto ai sicari che a viso scoperto avrebbero agito con una Fiat 500, nera, nuovo modello. La famiglia Russo, conosciuta a Giugliano, ha avuto nel 1979 un altro lutto, uno dei fratelli Russo fu ammazzato all’interno della sua agenzia. Resta comunque l’interrogativo del perché hanno colpito proprio lui. Una persona che non aveva nulla a che vedere con la malavita e a suo carico solo un controllo avvenuto qualche anno fa, ritrovato dai carabinieri a Parete in compagnia di alcuni malavitosi. Per gli inquirenti rimane una vittima innocente.

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