La delinquenza sbarca in assise. L’emergenza criminalità al centro di una seduta straordinaria

Microcriminalità in forte aumento e con connotati di sempre maggiore violenza, strutture assai carenti che non riescono ad arginare l’espansione della criminalità esistente. Il problema sicurezza è esploso in tutta la sua drammaticità quest’estate a Qualiano. Tanto da indire un Consiglio Comunale straordinario andato in scena martedì scorso (31 luglio 2001). L’iniziativa è stata proposta dall’opposizione di centrosinistra e accolta all’unanimità da tutta la maggioranza.
Furti semplici o aggravati come borseggi, scippi, nei negozi, in appartamenti, su auto in sosta o rapine in banca, in uffici postali sono in costante crescita. Questi segnali dimostrano inequivocabilmente che sul tema dell’ordine pubblico non si sono ancora raggiunti risultati accettabili, ma al contrario l’escalation di questi fatti denota una situazione insostenibile per il territorio sui quali è necessario dare risposte rapide e risolutive: queste, in estrema sintesi, le ragioni comunicateci che hanno indotto alla convocazione straordinaria del Consiglio Comunale.
Cinque i punti di accordo firmati martedì pomeriggio:
1) la realizzazione di un osservatorio comunale che analizzi e prevenga eventuali devianze sociali;
2) la sollecitazione del progetto per la realizzazione della nuova caserma dei carabinieri (costo 3 miliardi) in via Santa Maria a Cubito, che aspetta l’autorizzazione dal Ministero dell’Interno;
3) l’utilizzo dell’esercito sul territorio, vista la punta estrema di delinquenza raggiunta;
4) la promozione di iniziative culturali di prevenzione nelle scuole;
5) la presenza costante sul territorio di alcune unità mobili, richieste al comando di carabinieri di Giugliano in Campania.
Il rapporto tra popolazione e forze dell’ordine è sproporzionato a Qualiano: un agente per ogni 5000 abitanti. “Troppo pochi” ammoniscono in Municipio.
Era necessario mettere questo problema a nudo in un confronto, in un vero faccia a faccia fra le coalizioni (come è stato) che rompesse il velo di quelle ipocrisie che fino ad oggi hanno impedito una vera discussione su questi temi importanti contribuendo così al progressivo deterioramento della situazione.
Anche il vicesindaco Salvatore Onofaro ha confermato le sue preoccupazioni in merito al problema della sicurezza sociale: “la militarizzazione del territorio non può essere la sola soluzione ai problemi della sicurezza. Senza una mobilitazione ed una vigilanza, anche diretta, dei cittadini non si risolverà nulla”, la criminalità si sviluppa là dove la società è indifferente ad essa.