PRESTO IL NUOVO IMPIANTO IDRICO SARA’ TERMINATO.LO ANNUNCIA IL VICESINDACO ONOFARO

Qualcosa si sta movendo. Presto a Qualiano i disagi per l’acqua saranno solo un brutto ricordo. Ieri (8 agosto 2001) l’ultima interruzione dell’erogazione sul territorio, disposta dalla Regione, è stata operata per il potenziamento dell’acquedotto campano relativo alla zona occidentale. E’ stato un intervento necessario, un altro disagio che ne eviterà nuovi in futuro.
Anche sul territorio comunale proseguono i lavori per la chiusura dell’anello idrico. Siamo andati a vedere di persona il nuovo impianto. Il serbatoio, che fungerà da deposito centrale, è in fase iniziale. Già pronte invece le vasche idriche. In stato di ultimazione la camera di manovra: da lì verranno regolate la pressione e la portata dell’acqua. “L’intervento sostenuto dal Fondo Europeo per lo sviluppo regionale farà risparmiare ai qualianesi parecchio, a partire dalle spese per l’uso e la manutenzione dell’autoclave. Quest’ultimo non servirà più nelle case ” dichiara il vicesindaco Salvatore Onofaro. La realizzazione dell’intervento generale permetterà non solo di garantire un’idonea erogazione degli abitati suddetti, ma anche la possibilità di alimentare lo stesso centro urbano sia con l’acquedotto di Mugnano che con questo impianto periferico “di riserva”, garantendo così una regolare distribuzione anche nel caso di fuori servizio di uno dei due vettori idrici. Ci sarà autonomia di erogazione fino a 20 giorni, in caso di crisi idrica.
Un vero traguardo per la città sottoposta a costanti allarmi per la mancanza dell’acqua. Infatti, i tecnici dell’assessorato ai Lavori pubblici assicurano che con la chiusura dell’anello l’acqua arriverà nelle case con una pressione e una portata costanti.
“Altra priorità è quella di stanare i parecchi allacci abusivi sulla nostra rete” prosegue Onofaro. Lungo il tratto di condotta che convoglia l’acqua proveniente dagli impianti citati , infatti, si inseriscono abusivamente anche altri impianti al servizio di insediamenti civili, agricoli, produttivi, disseminati lungo il percorso della condotta.Il vicesindaco, con delega all’urbanistica e all’edilizia privata, assicura: “Abbiamo già incaricato una ditta per scovare probabili illegalità negli agganci alla reticolo idrico comunale”. La zona maggiormente esposta a questo fenomeno di abusivismo è quella di Via Ripuaria, dove , tra l’altro, anche parecchi edifici sono stati costruiti senza licenza alcuna. L’obiettivo vuole essere quello di creare una “moderna industria dell’acqua” garantendo allo stesso tempo il controllo delle tariffe, la tutela degli utenti ed il raggiungimento di più adeguati livelli di efficienza evitando, tuttavia, di istituire nuova burocrazia. Staremo a vedere.