HomeCronacaPreso il titolare della sala giochi: «Bingo Boys»

Preso il titolare della sala giochi: «Bingo Boys»

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Una piccola santabarbara quella sequestrata a Massimiliano Conti, 38 anni, originario di Pescolanciano, in provincia di Isernia, ma residente da anni ad Aversa, dove abita. Il 38enne è conosciuto ad Aversa e nei paesi limitrofi per il suo lavoro. L’uomo è uno dei titolari delle quote societarie della sala «Bingo Boys» di Teverola, una delle più importante e conosciuta della zona, situata all’uscita dell’asse mediano, facilmente raggiungibile da ben tre province: Caserta, Napoli e Salerno.

Nel corso di una perquisizione presso l’abitazione dell’uomo, incensurato, appartenente ad una famiglia che possiede diverse quote di sale Bingo e sale scommesse in diverse parti d’Italia, gli agenti del commissariato di Aversa, agli ordini del dirigente Luigi Del Gaudio, hanno rinvenuto una pistola marca «Tanfoglio», calibro 9×21, con matricola abrasa e colpo in canna, pronta a sparare, completa di caricatore bifilare caricato con proiettili calibro 9 parabellum.

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Nella stessa circostanza, gli agenti hanno ritrovato un prototipo di pistola semiautomatica, prodotta artigianalmente e numerosi proiettili di svariati calibri. Massimiliano Conti, che secondo gli investigatori potrebbe essere una sorta di prestanome, ipotesi investigativa sulla quale stanno lavorando, non ha saputo spiegare il motivo del possesso di queste armi di provenienza illecita, sulle quali sono in corso indagini per verificarne la provenienza e, soprattutto, se sono state utilizzate in precedenza.

Il «Bingo Boys srl» di Teverola era già finito in inchieste di camorra. Nell’aprile dello scorso anno, infatti, alcune quote della società furono oggetto di sequestro nell’ambito di una massiccia operazione della guardia di finanza denominata «Hermes», coordinata dalla Dda di Napoli in relazione a contiguità camorristiche con il clan dei Casalesi, con il coinvolgimento di un centinaiao di indagati, 29 arrestati in tutta Italia.

Le accuse contestate furono di associazione camorristica, estorsione, riciclaggio, gioco d’azzardo, illecita concorrenza con minacce e violenza, interposizione fittizia nella titolarità di beni ed aziende. Gli indagati erano, per lo più imprenditori impegnati nel settore del gioco e delle scommesse per riciclare il denaro di potenti clan camorristici come quello dei Casalesi, dei Misso, dei Mazzarella e di numerose cosche della città e della provincia di Napoli, nonché del clan mafioso dei Madonia. L’operazione portò all’arresto anche di tre carabinieri. (Fonte Il Mattino)

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