Gli inquirenti sono partiti dalla denuncia di estorsione sporta dal titolare di un autonoleggio e così hanno scoperto i narco-affari dei clan di Sant’Antimo. Per la DDA di Napoli esistono due gruppi: uno guidato dal boss Domenico ‘Lillì’ Ranucci e l’altro da Michele ‘o Giovane’ Cleter.
Il primo sarebbe stato aiutato dal ras Mario D’Isidoro e dai capipiazza Antonio Arena e Pasquale Verde nella vendita di droga tra Sant’Antimo, Casandrino, Grumo Nevano e Sant’Arpino portata avanti dalla fine dell’estate 2022 al febbraio 2023. Dall’agosto 2022, il capo emergente Cleter sarebbe stato appoggiato dal suo fedelissimo Gaetano Vallefuoco e dai supervisori Antonio Picciulli e Mario Verde, entrambi affiliati al clan Verde.
Dalle indagini sarebbe emerso il traffico di cocaina, marijuana e hashish nei comuni dell’area Nord di Napoli. Tra le due cosche però ci sarebbe stata diffidenza così come emerge dalle conversazioni intercettate a casa di Lillì, infatti il boss Ranucci avrebbe parlato con tre affiliati dell’agguato mortale a Antonio Bortone che avrebbe destabilizzato l’ambiente criminale. Un dubbio relativo a Cleter avrebbe assillato Ranucci: “e tu pensi che i Verde, non è stato appoggiato da questi?” per poi dire che ‘o Giovane sarebbe stato “un compagno” sia di “Mariolino” che di “Picciulli”.
Omicidio di camorra a Sant’Antimo, pene ridotte in appello per i killer
Stamattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone di cui 18 sottoposte alla misura della custodia in carcere e 8 agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
Droga a Sant’Antimo per i clan, i nomi dei 26 arrestati nel blitz

