Il clan Mallo non è affatto finito e anzi, secondo un autorevole esponente quale Rudi Rizzo, ha “un esercito di compagni”. Lui stesso, ultimo arrestato del gruppo che a Miano entrò in guerra aperta con i Lo Russo, lo disse senza immaginare minimamente di essere intercettato. Dettando anche agli inquirenti il nuovo asse di malavita: rione Traiano-Villaricca e appunto, Miano. Uno scenario che ha messo subito in allarme gli investigatori anticamorra che si occupano dell’area nord di Napoli, tanto più che il declino dei “Capitoni” ha già provocato una sanguinosa scissione tra i Nappello e i Ferrara con base a Chiaiano. Dalle intercettazioni a carico di Rudi Rizzo, arrestato lunedì scorso dai carabinieri della compagnia Vomero, sono emersi diversi spunti di ulteriori indagini. A cominciare dalla conferma ai sospetti di alcuni investigatori sull’attività del clan Mallo nonostante l’arresto del ras Walter e del suo fidato braccio destro Paolo Russo. «Sta un esercito di compagni dietro…Rione Traiano…Fuorigrotta…eh…qua…Villaricca…stanno tutti…tutti quanti con Walter, stanno!», si fece scappare il 31enne finito in manette l’altra mattina su ordinanza di custodia cautelare. Walter Mallo, Paolo Russo e Vincenzo Danise, arrestati a giugno sempre per l’inchiesta sul clan, sono considerati le punte di una squadra di pistoleri giovane e molto pericolosa, entrata in conflitto con i Lo Russo per spodestare i “Capitoni” dalle piazze di spaccio del rione don Guanella.
Omicidi, ferimenti e sparatorie si sono succeduti per mesi reciprocamente, culminando nell’agguato sostanzialmente fallito contro il neo boss Walter a Miano. Una vicenda di cui ha parlato lui stesso, ignaro di essere intercettato da una microspia, indicando a un socio di camorra gli autori del raid che gli provocarono una ferita al braccio. Sull’altro fronte, proprio perché la tensione con i nemici era diventata insopportabile, Carlo Lo Russo stava pensando di “vendere” il fortino della droga ai Licciardi della Masseria Cardone per 10mila euro. Nel frattempo si stava dando da fare per eliminare Mallo: «Ma prima che muoia voglio guardarlo in faccia». Tutto quarto piano di un palazzo all’isolato 59 del rione don Guanella; Paolo Russo detto “’a patana” al nono piano dello stesso stabile, in un’abitazione sequestrata a una famiglia e diventata la base operativa del clan; Vincenzo Danise a Giugliano, dove risiede. Ai tre i giudici hanno contestato, con il ruolo di promotore assegnato a Mallo, l’associazione camorristica. Rudi Rizzo è finito in carcere a distanza di mesi, ma sostanzialmente per gli stessi motivi.


