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Victoria Cabello ha sconfitto la malattia di Lyme: «Un incubo durato tre anni, ci vediamo venerdì»

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Torna in tv Victoria Cabello dopo aver sconfitto una malattia che la aveva costretta a stare lontana dal piccolo schermo per oltre tre anni.
La 42enne ex Iena da venerdì canterà la sigla della nuova stagione dei Monchhichi, le scimmiette cult degli anni Settanta. Victoria, fa sapere solo adesso, che è stata assente «giustificata»: per malattia.

«In un viaggio all’estero ho contratto la malattia di Lyme e ho vissuto un calvario che non auguro a nessuno», Ha raccontato la conduttrice, oggi completamente guarita dopo il grande spavento.
In molti parlano in queste ore della malattia ma in pochi in Italia sanno realmente cos’è.

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LA MALATTIA DI LYME (tratto da Wikipedia)
Il New York Times l’ha definita “la malattia infettiva che si diffonde più rapidamente (negli Stati Uniti) dopo l’AIDS”. Rapporti da altri paesi indicano che si sta diffondendo anche in Asia, Europa e Sud America – come riporta Wikipedia – In Europa la malattia è comune in Austria, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia, in Italia è presente soprattutto nel Carso, in Trentino e in Liguria, in minor quantità è presente anche in altre regioni.

L’origine del nome della malattia si riferisce alla cittadina di Lyme, nel Connecticut, dove si verificò un’epidemia di questo male, segnalata a partire dal 1975, che si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. L’artrite cominciava con eritemi cutanei sul torace, addome, dorso e natiche, che si ingrandivano fino a raggiungere una dimensione variabile tra i 10 e i 50 cm, mal di testa e dolori articolari.

La causa della malattia di Lyme è un batterio spiraliforme, la Borrelia burgdorferi, chiamata così in onore al suo scopritore, Willy Burgdorfer. Il batterio infesta le zecche, le quali possono trasmetterlo all’uomo e agli animali. I luoghi nei quali è più facile contrarla sono le zone boscose e ricche di cervi, dal momento

che queste rappresentano l’habitat ideale per le zecche.
Il primo sintomo della malattia di Lyme in genere è un eritema cutaneo (noto come eritema cronico migrante, o ECM) di piccole dimensioni. Nel giro di qualche giorno o settimana la caratteristica macchia si estende fino a diventare un eritema circolare, triangolare o ovale che può avere le dimensioni di una moneta oppure può diffondersi su tutto il dorso.

L’eritema compare in un numero di casi stimato tra l’80% e il 90% delle persone infettate.

Spesso l’eritema è accompagnato da febbre, mal di testa, rigidità del collo, dolori muscolari e spossatezza. Se non vengono curate in tempo, oltre metà delle vittime finiscono per accusare dolori e gonfiore alle articolazioni, che durano anche mesi. Il secondo stadio della malattia prevede complicanze neurologiche e dolori muscolari e ossei; sono possibili anche disturbi cardiaci che consistono in palpitazioni, blocco atrioventricolare e in alcuni casi può essere indispensabile uno stimolatore cardiaco. Fino al 20 per cento dei pazienti che non ricevono cure sviluppano l’artrite cronica che provoca difficoltà a camminare. Più raramente, la malattia può influire sul sistema nervoso causando meningite asettica, radicoloneuriti, infiammazione delle radici nervose cervicali, acufeni e paralisi di Bell. Nel terzo stadio della malattia un ristretto numero di pazienti soffre di perdita di memoria, instabilità comportamentale. Per le donne in stato di gravidanza, la malattia è ancora più pericolosa perché l’infezione può essere trasmessa al nascituro e può aumentare il rischio di aborto spontaneo.

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