HomeAttualità e Società"A Giugliano vivono nella me**a", attacco choc di Salvini a Ore 14

“A Giugliano vivono nella me**a”, attacco choc di Salvini a Ore 14

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La vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco” continua a incendiare il dibattito politico e mediatico. Stavolta a intervenire è stato Matteo Salvini, ospite della trasmissione Ore 14 su Rai2, dove il leader della Lega ha parlato della storia dei tre bambini allontanati dai genitori sostenendo di voler intervenire non come ministro o vicepresidente del Consiglio, ma semplicemente “da padre”.

Una distinzione che però è apparsa subito meno netta di quanto dichiarato. Durante il collegamento televisivo, infatti, alle spalle del leader leghista era ben visibile il logo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme al simbolo della Repubblica e alla bandiera tricolore. Un dettaglio che ha dato all’intervento un evidente tono istituzionale, nonostante Salvini abbia più volte insistito sulla sua posizione personale di “genitore preoccupato”.

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Salvini: “Parlo da padre, non da ministro”

Nel corso della trasmissione condotta da Milo Infante, Salvini ha spiegato di seguire la vicenda con grande attenzione. “Quello che è accaduto a quella famiglia può accadere a tutti, a qualunque famiglia per bene che vive in Italia”, ha detto, sottolineando che il suo obiettivo sarebbe quello di contribuire a ricomporre il nucleo familiare.

Il leader della Lega ha però precisato di non poter intervenire direttamente nelle decisioni della magistratura: “Ovviamente da ministro non posso prevaricare le scelte del tribunale dei minorenni, dei giudici e degli assistenti sociali”.

Il riferimento è al sistema di tutela dei minori previsto dall’ordinamento italiano, che affida ai tribunali specializzati la gestione dei casi più delicati legati all’affidamento o alla sottrazione dei figli alle famiglie. In Italia queste decisioni spettano infatti al Tribunale per i minorenni, organo giudiziario che opera con magistrati e specialisti dell’infanzia.

L’attacco a Giugliano: “Lì vivono nella merda, in mezzo ai topi”

Verso la fine dell’intervento il vicepremier ha allargato il discorso, portando l’attenzione su una realtà che – secondo lui – riceverebbe molta meno attenzione istituzionale: quella dei campi rom.

Salvini ha citato in particolare la situazione di Giugliano in Campania, nel napoletano, parlando di centinaia di bambini che vivrebbero in condizioni di forte degrado. “Ci sono bambini di sei o sette anni che non vanno a scuola, non hanno la luce, non hanno il gas. Vivono nella merda”, ha detto.

Il leader leghista ha usato toni molto duri, denunciando situazioni in cui i minori vivrebbero “tra topi e sporcizia” e accusando le istituzioni di non intervenire con la stessa determinazione mostrata in altri casi. “Dov’è il tribunale dei minori? Dov’è l’interesse del minore? ”, ha concluso Salvini, sostenendo che il tema dovrebbe essere affrontato con la stessa attenzione dedicata alla vicenda della famiglia nel bosco.

Le parole del vicepremier hanno riaperto il confronto politico su un caso già fortemente divisivo, che continua a mettere al centro una questione delicata: fino a che punto lo Stato può intervenire nelle scelte di una famiglia quando ritiene che i diritti dei minori non siano garantiti.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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