PUBBLICITÀ
HomeCronaca nazionaleAlex Marangon morto dopo il rito, aveva preso l’erba sciamanica

Alex Marangon morto dopo il rito, aveva preso l’erba sciamanica

PUBBLICITÀ

La famiglia di Alex Marangon chiede verità e giustizia per il figlio il cui corpo è stato ritrovato nel fiume Piave. La mamma, il papà e la sorella puntano il dito sugli organizzatori del “rito” al quale aveva partecipato quella sera: “Se il ritiro era legale, perché non sono rimasti tutti ad aspettare i soccorsi?”

L’ayahuasca 

Non era la prima volta che Alex Marangon partecipava a degli “incontri” nell’abbazia di Vidor. Il barman ne aveva infatti parlato con la famiglia, spiegando che durante questi “riti” aveva assunto l’ayahuasca. Quest’ultima è un infuso di svariate erbe tropicali con potenti effetti allucinogeni, nonché purganti. E’ proprio per i suoi potenti effetti “visionari” che questo potente allucinogeno viene spesso usato, in “cerimonie” o “riti”, per “amplificare” le proprie qualità psichiche.

PUBBLICITÀ

L’infuso ha lunghe radici nelle tradizioni amazzoniche e non è facilmente reperibile in occidente. Le erbe sono nella realtà dei potentissimi allucinogeni che possono portare a svariati effetti negativi.

I racconti di Alex ai genitori

Alex aveva, insomma, parlato ai genitori di tutto degli incontri, dell’ayahuasca e dei partecipanti cercando di tranquillizzarli. “Sapevamo che in queste occasioni aveva già assunto la pianta ayahuasca che aiuta a prendere contatto con le proprie parti più profonde. Ci aveva fatto vedere sul braccio tre puntini dove gli avevano applicato il Kambo, il muco di una rana amazzonica utilizzato per rafforzare il sistema psicofisico” raccontato i genitori.

I genitori spiegano che Alex li aveva tranquillizzati spiegandogli che: “Gli organizzatori Zuin e Marchetto sapevano quello che facevano e che c’era sempre qualcuno vigile, ma l’ultima volta il ritiro era più costoso ed era previsto qualcosa di speciale che ancora oggi non sappiamo“.

“Ci sentiamo presi in giro..”

Lui stesso ci aveva detto che sarebbe stato tosto. Vorremmo che gli organizzatori ci dicessero davvero che cos’hanno fatto e che cos’hanno assunto perché ci sentiamo presi in giro quando sentiamo che è stata data solo una purga. Chiediamo che si faccia l’esame del capello a chi ha partecipato. Se il ritiro era legale, perché non sono rimasti tutti ad aspettare i soccorsi?” spiegano i genitori.

Per gli inquirenti non è da escludere, ad oggi è anzi l’opzione più probabile per loro, che il ragazzo sia caduto, dato gli effetti allucinogeni delle sostanze prese, all’interno del fiume. I genitori però non credono alla caduta e chiedono maggiori indagini nell’abbazia, tra organizzatori e partecipanti al “rito”.

“Vogliamo la verità su Alex e sui partecipanti al rito”

Siamo perplessi perché sembra che si cerchino solo le prove di una caduta. Nulla dell’Abbazia è stato messo sotto sequestro, non sono stati presi i nomi dei partecipanti, i sopralluoghi sono iniziati una settimana dopo, è stata tagliata l’erba, eccetto diario e cellulare non sono stati sequestrati gli effetti personali di Alex e non è stata setacciata da cima a fondo tutta l’area. Domenica, mentre gli elicotteri dei pompieri lo stavano cercando, è stato celebrato nello stesso posto un matrimonio. Oltre a questo, non crediamo alla versione della caduta che pare concordata“.

Qualcuno dice che Alex si sarebbe sentito male e si sarebbe messo a correre nel buio, altri che hanno sentito un tonfo e un grido secco. C’è chi ha detto che Alex si sarebbe nascosto impaurito dall’arrivo delle forze dell’ordine domenica mattina. Alex era sincero e schietto. Ci fa arrabbiare chi lo vuole dipingere in questo modo. Queste versioni comunque non concordano con i risultati dell’autopsia. In ogni caso, possibile che si sia aspettato oltre tre ore prima di chiamare i soccorsi?

Nessuno e questo ci fa soffrire. Pensare che nessuna delle 20 persone presenti, nemmeno in forma anonima, ci abbia contattati per dirci la verità su Alex è un dolore grandissimo. Vi preghiamo, fateci sapere cos’è successo quella notte“.

PUBBLICITÀ