Un processo che cambia radicalmente. Da stravolgere. È quanto stabilito questo pomeriggio dalla Corte d’Assise d’Appello di Napoli nei confronti del boss Andrea Andolfi ‘o minorenne e Vincenzo Amodio: i due sono imputati per l’omicidio di Giovanni Gargiulo, adolescente che aveva la sola colpa di essere il fratello di Costantino Gargiulo: killer dei Formicola, autore dell’agguato mortale a Salvatore Cuccaro, boss dell’omonimo gruppo di cui i due imputati facevano parte. Dopo l’annullamento della Cassazione che aveva disposto un nuovo processo d’appello, accogliendo le richieste avanzate dai difensori di Andolfi (gli avvocati Leopoldo Perone e Michele Basile) e Amodio (gli avvocati Giuseppe Milazzo e Danilo De Cecco), i giudici dell’appello bis hanno disposto una rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale con la difesa che ha chiesto la trascrizione integrale dei verbali. Un particolare che potrebbe ribaltare completamente la situazione per i due ras di Barra.
Le dichiarazioni del pentito Cervone
Giovanni Gargiulo, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stato ucciso perché suo fratello Costantino aveva partecipato all’omicidio di Salvatore Cuccaro. A parlare di quel delitto ai magistrati è stato il collaboratore di giustizia Gaetano Cervone, ex killer e boss del clan Cuccaro di Barra e affiliato storico alla cosca. Ha deciso di pentirsi nel 2014 e ai pm della Dda di Napoli ha raccontato per filo e per segno decine e decine di omicidi. Uno di questi è appunto il delitto di Giovanni Gargiulo: «Michele Cuccaro era venuto a trovarmi nel la zona della cosiddetta “Villa” dove io ho trascorso quasi tutta la mia latitanza e dove sono stato poi arrestato. Cuccaro mi disse che aveva intenzione di colpire Costantino Gargiulo perché non solo faceva parte del gruppo Formicola, ma si era saputo che aveva fatto da filatore nell’omicidio Cuccaro. Il giorno dell’omicidio Michele Cuccaro mi raggiunse nel posto che noi chiamavamo il corso Sirene e disse che il lavoro era stato fatto. Fu Cuccaro a dirmi che erano stati Vincenzo Amodio, Carmine Cuccaro di Luigi e Andrea Andolfi».


