Antimo ucciso a Casoria a 18 anni, scena muta dei testimoni davanti al pm

Non hanno saputo fornire informazioni utili al pubblico ministero che li ha convocati per cercare di acquisire informazioni utili alle indagini per la morte di Antimo Giarnieri, il 18enne ucciso tre giorni fa a Casoria. Scena muta dunque dei suoi amici tra cui Salvatore, il ragazzo rimasto lievemente ferito durante l’agguato. Lo riporta Il Mattino.

Le due ‘piste’ investigative per la morte di Antimo Giarnieri

Uno ‘sgarro’ fatto a chi ha deciso di vendicarsi in maniera eclatante. Un affronto a chi, forse, del ‘sistema’ fa parte. E’ questa la pista maggiormente seguita dagli inquirenti chiamati a delineare i contorni del delitto della III traversa di via Castagna a Casoria. Le indagini  affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna e della sezione operativa della compagnia di Casoria. Da quanto emerso ad agire due persone, arrivate nella zona a bordo di un’auto, che hanno esploso all’indirizzo dei quattro ben sette colpi (calibro 7,65) uccidendo Giarnieri praticamente sul colpo. La pista più seguita è quella dunque dello sgarro in ambienti collaterali alla malavita. La zona rientra nell’area di competenza della Vanella Grassi e del gruppo Tortora-Tuccillo. L’altra pista, al momento minoritaria, è quella dello scambio di persona.

Antimo morto nel trasporto in ambulanza

Inutile il trasporto all’ospedale San Giovanni Bosco: Antimo era già morto durante il trasporto in ambulanza. Alcuni rumors hanno confidato di alcune liti avvenute nella zona tra giovani di opposte fazioni. Liti in cui, e il condizionale è d’obbligo, potrebbe essere incappato anche Antimo che, come confermato da fonti vicine ai carabinieri, si accompagnava a soggetti poco raccomandabili. Anche suo fratello Vittorio vanta precedenti con la giustizia. Quest’ultimo fu condannato nell’ambito dell’inchiesta sul gruppo delle ‘nuove leve del clan dei Casalesi”. Un gruppo che, con il placet della fazione Bidognetti, mirava ad espandersi, a suon di attacchi dinamitardi, non solo nel territorio casertano ma anche nell’area giuglianese. Debole l’ipotesi investigativa che vedrebbe l’esecuzione di Antimo legata ai trascorsi del fratello. Nulla viene escluso anche se la dinamica e la modalità dell’omicidio rimandano a una matrice di chiaro stampo camorrista.

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