Arriva ‘la pinza’ a Scampia: sempre più vicina l’abbattimento della Vele verde

Una settimana o poco più. Con il 20 febbraio come data più probabile. Sta davvero per terminare il conto alla rovescia che separa l’attesa dall’effettivo l’abbattimento della Vela verde, la prima dei tre edifici del Lotto M che è previsto vadano giù nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana denominato “Restart Scampia’’. Nelle scorse ore all’interno del cantiere della “D&D Costruzioni Generali Srl’’, incaricata di predisporre l’abbattimento, è arrivata la pinza (modello PMI 980 super long demolition) che sarà utilizzata per distruggere la “Torre’’ oramai svuotata da maggio dei suoi abitanti in parte trasferitisi nei nuovi alloggi, il riferimento è a chi era assegnatario e in parte nelle altre Vele per chi non è rientrato nella graduatoria comunale chiusa al 31/12/2015.

 

Due le date papabilissime, se non vi saranno cambiamenti di sorta comunque non da escludere a priori: giovedì 20 febbraio. Si era parlato anche del 18 e del 19 febbraio come possibili giorni dell’abbattimento ma appare alta la percentuale di uno slittamento di uno o due giorni. In ogni caso, dal Comune di Napoli fanno sapere che le conferme arriveranno a breve e nel frattempo gli abitanti delle Vele e i vari comitati sono in trepidante attesa. L’evento, vista la sua carica mediatica, avrà una portata senza dubbio internazionale. Ad essere abbattute oltre alla verde saranno anche la Vela rossa e la Vela gialla mentre la quarta, la celeste, sarà riqualificata e, dopo un periodo in cui ospiterà le famiglie in attesa della costruzione di ulteriori nuovi alloggi, riconvertita in uffici della Città Metropolitana secondo le intenzioni progettuali.

Le distruzioni della Vela verde, di quella rossa e quella gialla costeranno in tutto 4,3 milioni di euro mentre la cifra per la riqualificazione della Vela celeste è di ben 15 milioni di euro. Per la sistemazione delle aree esterne è previsto 1 milione di euro, mentre altri 350.000 euro saranno utilizzati per la pianificazione urbanistica e territoriale. “Restart Scampia’’ fu finanziato dal precedente governo di centrosinistra (quello che vide in carica prima Renzi e poi Gentiloni) per 27 milioni – 18 milioni inerente il bando periferie e gli altri 9 milioni garantiti dal Comune di Napoli tramite il Pon Metro – e vede nella sua parte progettuale una fattiva collaborazione della Facoltà di Architettura della Federico II e del Comitato Vele oltre che del Comune di Napoli attraverso il coinvolgimento, per le varie branche, dell’Assessorato all’Urbanistica di cui è titolare Carmine Piscopo; al Diritto all’Abitare ora in mano all’assessore Monica Buonanno con la delega prima detenuta dall’attuale vicesindaco Enrico Panini e al Patrimonio gestito da Alessandra Clemente.