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mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Arzano, serata di terrore e follia: commando in azione nel bar e fuochi d’artificio per la scarcerazione di Belgiorno


E’ soltanto ferita al piede l’unica vittima “innocente” dell’agguato scattato ieri sera davanti al Roxy bar di Arzano,  nel quale sono state colpite cinque persone. Si tratta di Mario Abate, 61 anni: era intento a consumare qualcosa al bar quando i sicari hanno aperto il fuoco. Adesso è ricoverato nell’ospedale di Pozzuoli.  Insieme con Abate è stato raggiunto dai colpi, e adesso rischia la vita, Salvatore Petrillo, quasi 29 anni, ricoverato nell’ospedale di Giugliano, pregiudicato e sorvegliato speciale, imparentato con il ras della zona Pasquale Cristiano, quest’ultimo ritenuto a capo del gruppo criminale che ha la sua roccaforte nel rione “167” di Arzano.

L’obiettivo dei killer

Il ras Cristiano, che era agli arresti domiciliari, lo scorso giugno è finito di nuovo in carcere perché sorpreso a bordo di una Ferrari durante un corteo per le strade di Arzano organizzato per festeggiare la prima comunione del figlio. Per i Carabinieri e la Dda (pm Caputo) era l’obiettivo dell’agguato che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. Rischia la vita anche Pio Vincenzo Merolla, 18 anni, anche lui ricoverato nello stesso ospedale in cui si trova Petrillo. Non rischiano la vita, invece, Luigi Casola, 39 anni, residente nel rione “167” di Arzano, ricoverato nell’ospedale di Acerra con una ferita alla gamba.

Feriti due innocenti ad Arzano

Ferite non gravi ha riportato anche Roberto Lastra, 36 anni, incensurato, ricoverato nell’ospedale di Frattamaggiore.  Il nucleo investigativo di Castello di Cisterna, insieme con i colleghi della compagnia di Casoria, sta cercando di ricostruire la dinamica dell’accaduto che al momento sembrerebbe riconducibile a uno scontro armato tra clan rivali. Secondo gli inquirenti ad Arzano è in corso una faida tra il sodalizio Pagano-Amato ed i nuovi boss della 167. Questi rappresentati da Pietro Cristiano, zio del 29enne obiettivo del raid. Ferito per errore Abate, idraulico residente nella zona, raggiunto da una pallottola al piede mentre comprava una birra, e Lastra, incensurato anche lui.

Fuochi d’artificio per la scarcerazione di Giosué Belgiorno

Poche ore prima dell’agguato c’è un altro episodio inquietante su cui stanno indagandi le forze dell’ordine: l’esplosione di fuochi d’artificio per la scarcerazione di  Giosué Belgiorno, 32 anni, detto Giosue’ il grande, detenuto a Frosinone, braccio destro di Cesarino Pagano.  I due episodi potrebbero essere collegati

 

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Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiamo Il Roma
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