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Taglia la testa al fratello e la lancia dal balcone: avevano litigato prima di andare a letto

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Aveva dedicato tutta la vita alla famiglia ed il lavoro, poi improvvisamente il nulla: arriva la pensione, dopo tanti anni di impiego a Roma, a cavallo tra la morte del figlio e quella della moglie. Per questi motivi decide di tornare al paese di origine e nella casa natìa dove viveva suo fratello minore Benito (57 anni): Annibale Miarelli non sapeva che sarebbe stato l’inizio della fine.

Emergono particolari agghiaccianti dalla tragedia che ha sconvolto Pannarano (piccola realtà di 2mila anime nel Beneventano), dove il più piccolo dei Miarelli ha decapitato il più grande e lanciato la testa di questi dal balcone. “L’ho ucciso io e non voglio vedere nessuno”. Ha detto Benito, in evidente stato di agitazione, ai carabinieri, chiudendosi poi in un lungo silenzio. Non ha più proferito parola, neanche quando gli è stato comuicato lo stato di fermo che ha preceduto il trasfermineto nel carcere di Benevento.

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Annibale era tornato a vivere con Benito nella palazzina dei Miarelli

I due vivevano in una palazzina di tre piani ed erano soliti litigare. I vicini erano abituati ad urla e minacce tra i due, così da non sconvolgersi neanche nella notte tra mercoledì e giovedì. Un duro confronto tra i due, senza alcun chiarimento. Sembrava una lite come un’altra ed invece è risultata essere l’ultima. Benito avrebbe preso un’ascia e sorpreso suo fratello nel sonno. Dopo averlo decapitato, ha lanciato la testa del balcone e allertato i carabinieri. Quando i militari sono giunti sul posto lo hanno trovato vicino al portoncino da lui, mentre a pochi metri di distanza vi era la testa del fratello Annibale. Sembrava la scena di un film dell’orrore ma si trattava della cruda realtà.

L’autopsia, prevista per lunedì, chiarirà se la decapitazione sia avvenuta o meno post mortem, mentre le motivazioni dovranno venti fuori dalla bocca del 57enne.

Quest’ultimo, da tempo senza lavoro, era seguito dai servizi sociali del Comune. I vicini raccontano che Benito non fosse tranquillo, ma nulla lasciava presagire alla follia messa in atto nelle scorse ore.

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