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Bimbo minacciato a scuola, polemica sulle parole dell’assessore: “Fatti gravissimi ma no alle telecamere in aula”

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Di fronte ai presunti maltrattamenti ai danni di un bambino autistico in un istituto scolastico di Scampia, le istituzioni regionali chiedono massima fermezza, ma rifiutano scorciatoie punitive.

L’assessore alle Politiche sociali della Regione Campania, Andrea Morniroli, è intervenuto sulla vicenda esprimendo profonda vicinanza alla famiglia del minore e definendo l’accaduto come un fatto di estrema gravità.

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Bimbo minacciato a scuola, polemica sulle parole dell’assessore: “Fatti gravissimi ma no alle telecamere in aula”

Per Morniroli, quando un episodio di violenza si consuma tra le mura scolastiche — luogo deputato per eccellenza alla cura e alla crescita dei più piccoli — non possono sussistere giustificazioni. Se le accuse troveranno conferma, i dirigenti scolastici dovranno adottare senza esitazioni le contromisure e i provvedimenti disciplinari necessari e proporzionati verso i responsabili.

L’episodio apre tuttavia una riflessione più ampia sul sistema di sostegno per gli alunni con fragilità. L’assessore ha evidenziato la necessità di potenziare l’assistenza scolastica attraverso un piano d’investimenti mirato su programmazione e formazione. La Regione Campania ha già avviato un confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale per garantire che chi opera nelle aule con i bambini sia pienamente preparato e supportato dalle istituzioni.

Netta la chiusura sul fronte delle proposte avanzate da alcune forze politiche riguardo all’installazione di telecamere nelle classi. Secondo Morniroli, trasformare le aule in ambienti videosorvegliati veicolerebbe il messaggio errato che le scuole non siano luoghi sicuri, delegittimando il lavoro quotidiano di docenti e dirigenti. La tutela dei minori, ha concluso l’assessore, si costruisce prevenendo i disagi e investendo sulle competenze, non con la sorveglianza di massa.

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La nota integrale dell’assessore Morniroli

Di seguito, la nota integrale redatta dall’assessore Morniroli: “Intendo esprimere la mia sentita vicinanza alla famiglia e al minore con disabilità per i maltrattamenti subiti in una scuola elementare di Napoli. Una vicenda gravissima, per la quale i due genitori hanno presentato denuncia, come si apprende dagli organi di stampa.

Quando un bambino o una bambina vengono maltrattati e soprattutto quando ciò avviene in un luogo come la scuola, spazio di cura dei suoi diritti, della sua crescita e della sua educazione, non ci sono giustificazioni possibili. È pertanto doveroso che i dirigenti scolastici adottino i provvedimenti necessari e proporzionati nei confronti di chi, qualora le accuse trovino conferma, si sia reso responsabile dei maltrattamenti.

Gli accadimenti impongono, inoltre, di aprire una riflessione per migliorare e rafforzare la preziosa azione di sostegno che accompagna migliaia di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, nel loro percorso scolastico. Azione fondamentale e necessaria, che deve essere accompagnata da un investimento consistente sul piano della formazione e della programmazione da parte delle istituzioni che sono chiamate a lavorare insieme. È un impegno che abbiamo assunto come Regione, attraverso un dialogo aperto con l’Ufficio Scolastico Regionale, per garantire la migliore formazione a chi svolge questo ruolo all’interno delle scuole.

Non appare invece né utile, né giusto, come pure è stato proposto in queste ore da esponenti della politica, introdurre sistemi di videosorveglianza nelle aule scolastiche. Non è giusto per ragioni giuridiche, educative e psicologiche. Non è giusto perché seguire tale strada equivarrebbe a sostenere che i bambini e le bambine non siano al sicuro nelle scuole. Un’affermazione che non rende giustizia, soprattutto, allo straordinario lavoro portato avanti dai dirigenti, dal corpo docente dalle maestre e dai maestri e da quanti operano nelle strutture scolastiche di questa regione, come in tutta Italia, impegnati ogni giorno a tutelare i diritti dei bambini e delle bambine e a promuoverne la crescita responsabile.

Di fronte a situazioni e atti di violenza, assolutamente non accettabili, devono certamente essere applicate le necessarie misure repressive ma, allo stesso tempo, è fondamentale agire per costruire condizioni in grado di prevenire e rimuovere le difficoltà legate alle fragilità. Garantire il benessere e la tutela dei diritti non può passare solo da telecamere, punizioni e approcci giudicanti”.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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