Il sindacato della polizia penitenziaria Osapp ha denunciato un particolare episodio avvenuto nel carcere di Sollicciano a Firenze: “Un detenuto collaboratore, arrivato da poco nell’istituto, avrebbe trascorso la notte non in cella, ma in un ufficio destinato al personale“. Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, segnalazione riporta anche dal Corriere della Sera, si tratterebbe di “un ex boss della camorra, con una condanna ultratrentennale in parte già scontata e altri dieci anni ancora da espiare“.
Se confermato, aggiungono dal sindacato, “il fatto fotografa una gestione che ha ormai superato il confine dell’improvvisazione“, visto che anche “altri detenuti in situazioni di incollocabilità vengono sistemati nelle camere di sicurezza, con materassi a terra e senza servizi igienici. Un ufficio della polizia penitenziaria o di altri operatori non può diventare una cella solo perché l’Amministrazione non sa dove collocare un detenuto“.
La denuncia del sindacato penitenziario
“Un ufficio della Polizia Penitenziaria o di altri operatori non diventa una cella perché l’Amministrazione non sa dove collocare un detenuto“, queste le parole del segretario generale dell’Osapp Beneduci che chiede che vengano immediatamente verificati autorizzazioni, disposizioni di servizio e responsabilità decisionali. “Le telecamere dell’istituto, così frequentemente utilizzate dai vertici per controllare l’operato dei poliziotti, questa volta potranno essere utilissime“.

