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Una notizia improvvisa scuote l’ambiente azzurro all’inizio di settembre: Scott McTominay dovrà fermarsi per sottoporsi a un intervento al cuore. Il centrocampista scozzese del Napoli ha riscontrato l’insorgenza di una lieve aritmia cardiaca benigna. Il club partenopeo ha comunicato che il calciatore sarà sottoposto nei prossimi giorni a un intervento di correzione mediante ablazione a campo pulsato (PFA), costringendolo a saltare i prossimi impegni ufficiali della squadra di Max Allegri. Il rientro è programmato direttamente per il weekend dell’11 ottobre, subito dopo la sosta per le Nazionali.
Che cos’è l’aritmia benigna e perché ci si opera?
Nel mondo della medicina sportiva, un’aritmia viene definita “benigna” quando si sviluppa in un cuore strutturalmente sano, escludendo patologie cardiache sottostanti o rischi per la vita dell’atleta. Si tratta di un’alterazione del ritmo elettrico che può causare palpitazioni o affanno sotto sforzo. Sebbene nella popolazione comune possa essere gestita semplicemente modificando lo stile di vita, per un calciatore professionista l’operazione diventa necessaria per ripristinare la perfetta regolarità del battito e superare i rigidi test della Medicina dello Sport per riottenere l’idoneità agonistica.
La svolta tecnologica: i vantaggi della PFA (Elettroporazione)
A differenza del passato, l’intervento moderno a cui si sottoporrà McTominay non utilizzerà il calore (radiofrequenza) o il freddo estremo (crioablazione), ma sfrutterà l’innovativa PFA (Pulsed Field Ablation). Si tratta di una tecnica mininvasiva di ultima generazione che invia brevi impulsi elettrici ad alta intensità. Questa tecnologia colpisce in modo millimetrico solo le cellule cardiache responsabili del circuito anomalo, azzerando il rischio di danneggiare i tessuti circostanti. Per un atleta d’élite, questo significa una cicatrizzazione più pulita e una sicurezza procedurale ai massimi livelli.
Il percorso di recupero: la cronologia per l’atleta
I tempi di convalescenza clinica dopo una PFA sono estremamente brevi, ma le necessità atletiche dilatano i tempi di rientro in campo a circa 30 giorni complessivi
L’intervento è ormai di routine e la scelta del Napoli di far fermare ora lo scossese, usufruendo anche della pausa per le nazionali, permetterà a McT di completare la riabilitazione riducendo al minimo le gare saltate, garantendo ad Allegri di riavere il suo asso già per la ripresa del campionato.
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