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Blitz al Berlingieri, la ‘lezione criminale’ di Tonino centoundici:«Tu non sai vendere, stai inguaiato»

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A scuola criminale da Antonio Bruno, il famigerato ‘Tonino centoundici’ a capo della piazza di spaccio in via Monte Faito, al rione Berlingieri, da oltre trent’anni. Piazza smantellata nelle scorse settimane dagli uomini del commissariato di Secondigliano (guidato dal vice questore aggiunto Tommaso Pintauro). Sono tante le intercettazioni in cui il ras impartisce vere e proprie regole di strategia criminale di vendita come quando redarguisce il cognato, Ciro Cardaropoli (anche lui tra gli arrestati), reo a suo dire di avere troppo timore dei controlli:« Tu non sai vendere Cirù! Noi qua vendiamo da quarant’anni! Sappiamo come ci dobbiamo muovere, ma tu stai inguaiato, stai da vent’anni in mezzo alla strada e non ti sei imparato niente». Un episodio che porta ad un altro retroscena, quello della ‘discesa in campo’ dello stesso Bruno quando uno dei suoi, Antonio Gemei, viene arrestato con ‘centoundici’ che dice a Cardaropoli: «Inizia a preparare 250 buste… stasera facciamo! Domani mi metto io sopra e le mantengo io le “palline” a 40 alla volta sopra e te le butto io una alla volta».

L’articolo precedente. “Ci fai arrestare”, pusher licenziato dopo una settimana nella piazza di ‘Tonino 111’

Avrebbe dovuto sostituire Antonio Gemei arrestato dopo un blitz della polizia. Il periodo di ‘formazione’ criminale e tutoraggio però non sarebbe andato a buon fine e così un ragazzo di Secondigliano, avvicinato per vendere droga su strada, non avrebbe superato l’esame a cui lo avrebbero sottoposto Antonio Bruno, il famigerato ‘Tonino 111’ e suo cognato Ciro Caldaropoli, i gestori della piazza di via Monte Faito smantellata dal blitz degli uomini del commissariato di Secondigliano (guidati dal vice questore aggiunto Tommaso Pintauro e coordinati sul campo dall’ispettore capo Luca Boccia). Il giovane, chiamato a sostituire Gemei indicato nell’ordinanza come un soggetto di grande esperienza nella vendita di stupefacenti, avrebbe osservato un periodo di formazione ma sarebbe stato mandato via da Bruno e Caldaropoli perché giudicato imprudente nel contatto con i clienti. Secondo i gestori della piazza l’uomo non aspettava i clienti ma si sarebbe avvicinato troppo a loro esponendo il gruppo ad arresti e sequestri. In una delle intercettazioni gli investigatori riportano questa frase:”Ma che fai? Così ci fai arrestare”. Dopo tale periodo il pusher fu allontanato ma il particolare non era sfuggito agli uomini del commissariato di Secondigliano che hanno smantellato la piazza, presente da oltre trent’anni, facente capo direttamente al ras dei Licciardi Luigi Carella ‘a gallina, anche lui destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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