Bombe a Napoli, Afragola e Sant’Antimo: così la camorra sfida lo Stato

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Dalla provincia a Napoli centro. Oramai è una ‘guerra’ senza confini quella che la camorra sta combattendo contro lo Stato. L’ordigno fatto esplodere stanotte contro la nota pizzeria Sorbillo ai Decumani è solo l’ultimo di una serie di attentati intimidatori commessi dalla criminalità organizzata. I clan hanno alzato il tiro, nonostante blitz e arresti non si fermano le bombe.

 

Il post di Gino Sorbillo

Le dichiarazioni di Gino Sorbillo:

“Una bomba contro la mia pizzeria adesso! Cinque anni fa mi hanno incendiato la pizzeria e adesso arriva anche una bomba. Sono stato nell’Arma dei carabinieri e ho scelto di fare il pizzaiolo nella mia Napoli che amo e amerò per sempre”.

GLI ATTENTATI IN PROVINCIA DI NAPOLI

OTTO BOMBE AD AFRAGOLA

La bomba alla concessionaria ad Afragola

Otto bombe in quasi 20 giorni: numeri da brividi che segnano la ‘guerra’ che lo Stato sta combattendo contro l’anti Stato ad Afragola.  Lunedì notte un ordigno ha danneggiato la serranda di un noto concessionario situato al Corso Vittorio Emanuele III. Dietro questi attentati, con molta probabilità, c’è l’ombra della camorra. La mala afragolese ha risposto ai blitz condotti dalle forze dell’ordine. La matrice camorristica è chiara, la provenienza non ancora.

ANCHE SANT’ANTIMO SOTTO ATTACCO

La bomba a Sant’Antimo contro i familiari del pentito

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio è stato fatta esplodere una bomba davanti al portone di un palazzo al civico 25 di via Roma. Probabile che l’avvertimento fosse per qualcuno che abbia a che fare con quel fabbricato, che ha però subito soltanto danni al portone. In frantumi, invece, le vetrate di 2 negozi vicini.

Un frastuono che sa di terrore, con lo sfondo di una mai sopita guerra tra clan camorristici, tra i più attivi i Ranucci, i Puca e i Verde, per il controllo del territorio. Sant’Antimo sembra una polveriera. Le bombe esplose con particolare frequenza nel 2017 e nel 2018, hanno danneggiato non solo esercizi commerciali ma anche i condomini dove risiedono esponenti della vita pubblica locale. Non solo: diversi gli episodi in cui si sono verificati raid armati agli indirizzi anche di dipendenti comunali. L’esplosione  di via Scarlatti è solo l’ultimo di una lunga serie. Lo scorso 20 novembre, in via Dante Alighieri, furono addirittura due gli ordigni piazzati. Uno danneggiò la saracinesca di un esercizio commerciale della zona, mentre l’altro venne fatto brillare dagli artificieri. Il 25 ottobre a prendere fuoco su il bar Imperial di via Giuseppe Di Vittorio e corso Unione Sovietica, già danneggiato nel 2017 in un raid simile, mentre pochi giorni prima diversi colpi di pistola si conficcarono nella carrozzeria di una Panda sulla quale viaggiavano due persone. A metà luglio del 2018 una busta con proiettili furono recapitati al dirigente del settore Urbanistica del Comune Claudio Valentino. Altra notte di terrore quella del 13 febbraio di quest’anno, quando i varchi d’ingresso del supermercato Decò andarono completamente in frantumi dopo che il piazzamento di una bomba. Facendo un balzo all’indietro, nel novembre del 2017 venne distrutta la palestra Step Up di via Plutone. Ad ottobre 2017 un episodio inquietante: colpi di pistola agli indirizzi dell’auto di un dipendente comunale, allora dirigente del Settore Urbanistica, Santo Maisto.   Nella primavera dell’anno scorso, tra i più significativi vi fu, il 7 maggio, i colpi di pistola, 3 in tutto, esplosi verso uno studio fotografico di via Nicola Romeo. Il 1 maggio un ordigno danneggiò una macelleria in via Trieste e Trento mentre il 12 aprile in via Giuseppe Garibaldi venne danneggiato il negozio di detersivi e prodotti casalinghi “L’Angolo di Luisa’’ gestito dalla moglie del latitante Filippo Ronga, ritenuto vicino al clan Ranucci.