Sono di questa mattina le richieste di condanna avanzate dal pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia, Ida Frongillo, nei confronti di sei imputati ritenuti presunti appartenenti al clan De Rosa, attivo a Qualiano.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico illecito di sostanze stupefacenti ed estorsione consumata e tentata, reati aggravati dal metodo mafioso. Secondo l’impianto accusatorio, avrebbero fatto leva sulla forza intimidatrice del clan De Rosa, considerato egemone sul territorio.
Le richieste di condanna
Nel dettaglio, il PM ha chiesto:
- 5 anni di reclusione per Ugo De Rosa
- 12 anni per Salvatore Di Marino
- 15 anni per Salvatore Di Palma
- 5 anni per Michele Di Palma
- 6 anni per Nicola Di Palma
- 4 anni per Antonio Ercole
Gli imputati hanno scelto il rito abbreviato davanti al giudice per le indagini preliminari Giovanni Vinciguerra, che ha rinviato l’udienza al prossimo 3 giugno per le discussioni della difesa, rappresentata dagli avvocati Luigi Poziello, Luca Mottola, Ferdinando Letizia, Bruno Carafa e Cesare Amodio.
Il sistema del clan: racket e droga
Secondo una nota firmata dal procuratore Nicola Gratteri, il clan avrebbe esercitato un controllo capillare del territorio di Qualiano, imponendo il racket a imprenditori e commercianti locali attraverso minacce e intimidazioni.
Le vittime, costrette dal timore di ritorsioni, avrebbero versato denaro per continuare le proprie attività. Parallelamente, le indagini hanno documentato l’esistenza di una struttura organizzata per la gestione delle piazze di spaccio, con ramificazioni anche nei comuni di Villaricca e Giugliano.
Il traffico di droga rappresentava, per gli inquirenti, una delle principali fonti di sostentamento economico del gruppo criminale.
Ruoli e organizzazione
Tra i principali indagati figura Salvatore Di Palma, noto come “’o maranese”, insieme ai figli Nicola e Michele. Arrestato anche Antonio Pezzullo.
Secondo gli investigatori, i promotori dell’organizzazione sarebbero stati Salvatore Di Marino e lo stesso Di Palma, impegnati nella pianificazione quotidiana delle attività estorsive, in particolare nei cantieri edili e presso esercizi commerciali come sale scommesse e negozi.
Emergono anche elementi su presunti sistemi di copertura: Gerardo Strazzulli è accusato di aver utilizzato una società edile per mascherare i pagamenti delle estorsioni attraverso bonifici. Altri locali, tra cui un bar e una barberia, sarebbero stati utilizzati come punti di incontro tra vittime ed esattori.
Un duro colpo al clan
L’operazione, secondo la magistratura, rappresenta un duro colpo per il clan De Rosa, che negli ultimi anni avrebbe consolidato il proprio potere a Qualiano, con l’obiettivo di espandersi nei territori limitrofi.
Il procedimento entrerà ora nella fase decisiva con le arringhe difensive previste a giugno.

