Incompatibilità con il regime carcerario. Questa la decisione presa dal tribunale di Torre Annunziata per Alfredo Migliaccio, il 63enne arrestato per aver rapinato, nel marzo scorso un corriere a Castellammare di Stabia che trasportava nel suo furgone circa 700 Iphone 16, 455 tra cuffie e auricolari Apple e 145 Apple Watch, un bottino che superava i due milioni di valore. I pezzi erano tutti diretti ad un magazzino di elettronica stabiese dove non arrivò mai.
Corriere rapinato a Castellammare, scarcerato Alfredo Migliaccio: è il padre del cantante Raffaello
Il conducente del furgone fu lasciato nelle campagne nei pressi di Casalnuovo di Napoli dopo circa trenta minuti, parte della refurtiva fu trovata in un deposito del Napoletano, molti prodotti invece più rapidamente erano stati ceduti ad un ricettatore per un guadagno di seicentomila euro.
Il tribunale oplontino ha accolto L’istanza dei legali di Migliaccio, gli avvocati Fabio Segreti e Gandolfo Geraci, che hanno dimostrato che le cure cui deve sottoporsi Migliaccio sono incompatibili con la sua permanenza nel circuito carcerario convincendo il tribunale a concedere a Migliaccio, padre del cantante neomelodico Raffaello, gli arresti domiciliari. L’uomo aveva già ottenuto un buon risultato giudiziario lo scorso febbraio quando era passato da una condanna in primo grado an otto anni ai quattro anni e quattro mesi dell’appello per una vicenda di droga. Cosa ancora più importante era stata esclusa per lui l’aggravante dell’articolo 80.
Gli avvocati Gandolfo Geraci e Fabio Segreti, anche in quell’occasione, riuscirono a ridimensionare con le loro argomentazioni la condanna per Migliaccio. L’uomo era stato arrestato nel dicembre del 2024 durante un’operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, che portò al sequestro di 11 chili di cocaina pura e all’arresto di Migliaccio e di due suoi complici a Casoria. Lo scambio di droga, dal valore di decine di migliaia di euro, fu interrotto in via Ventotene.


