Camorra di Qualiano, chiesta una mazzata per i 'vecchi' ed i nuovi rampolli del clan De Rosa
Camorra di Qualiano, chiesta una mazzata per i 'vecchi' ed i nuovi rampolli del clan De Rosa

Una vera e propria mazzata quella chiesta dal pm della DDA di Napoli nei confronti di 16 soggetti, arrestati nel dicembre 2019, con l’accusa di gestire i traffici illeciti tra Qualiano e Miano. gip giordano rito abbreviato

Alla sbarra Domenico Di Palma per cui sono stati chiesti 26 anni; per Mariano Aporta 24 anni di reclusione; per Luca D’Alterio, 8 anni; per Christian Sigillo 12 anni e 8 mesi; per Vincenzo Denza 28 anni; per Francesco Ferrigno 12 anni e 10 mesi; per Francesco Accetta 12 anni; per Davide Bevilacqua 14 anni; Agostino Ciccarelli, 16 anni; Raffaele Palma, 16 anni; Giovanni Ciccarelli, 16 anni; Antonio Bevilacqua, 12 anni; Raffaele Guerra, 12 anni.

L’operazione il 10 Dicembre 2019

I militari della Compagnia di Giugliano in Campania diedero secuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 16 soggetti raggiunti da gravi indizi di reità per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione di armi clandestine e spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine, che ha preso avvio a seguito di alcune denunce di estorsione, è stata condotta, dal settembre 2018 al gennaio 2019, dalla stazione carabinieri di Qualiano e ha permesso di dimostrare l’attuale operatività dello storico clan camorristico denominato “De Rosa” che, nonostante veda molti dei suoi esponenti apicali detenuti, ha continuato ad esercitare il controllo del territorio attraverso nuove “leve” dimostratesi capaci di gestire le attività criminose. Le articolate investigazioni, svolte attraverso attività tecniche e tradizionali, hanno permesso la costruzione di un impianto probatorio che ha, in particolare, dimostrato:

–       la compartecipazione degli indagati al gruppo criminale capace di affermare la propria egemonia mafiosa sul territorio, anche attraverso la repressione violenta dei contrasti interni, la creazione di forme di cooperazione con altre organizzazioni ed il controllo di tutti i traffici illeciti;

–       la commissione di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti della zona, per le quali veniva utilizzata anche violenza fisica nel caso in cui la vittima non avesse inteso pagare;

–       il controllo del traffico di droga e della gestione delle piazze di spaccio sul comune di Qualiano;

–       la caratura delinquenziale e la protervia dell’associazione che aveva nella propria disponibilità armi e ordigni esplosivi, utilizzati per atti intimidatori nei confronti delle vittime di estorsione, oltre che per spedizioni punitive nei confronti di coloro che non intendevano adeguarsi alla nuova reggenza.

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