Camorra Miano e Sanità. Ucciso per sospetto tradimento, condanne per l’omicidio di Napoli

Arrivano le condanne per l’omicidio di Vincenzo di Napoli, avvenuto nell’ambito della faida a Miano tra i Lo Russo. Il gupha condannato all’ergastolo i due presunti killer Antonio Buono e Ciro Perfetto, mentre hanno incassato 12 anni i pentiti Carlo Lo Russo e Mariano Torre (per i quali è stato tenuto in considerazione il beneficio della collaborazione con la giustizia). Pena di 11 anni per Antonio Montepiccolo (condannato per associazione camorristica e droga) e 8 anni per Antonella De Musis, la  compagna di Carlo Lo Russo accusata di associazione camorristica.

Gli arresti per l’Omicidio Di Napoli

Temevano che Vincenzo Di Napoli potesse tradire il commando che il 6 settembre del 2015, durante un raid nel rione Sanità di Napoli, uccise per sbaglio il 17enne Genny Cesarano, e per questo venne assassinato: nuove accuse per quattro esponenti del clan Lo Russo, tra cui Ciro Perfetto, ora 22enne, ritenuto l’assassino «pentito» di Genny. A loro viene contestato l’omicidio del 24enne Di Napoli, ucciso il 9 dicembre 2015, nella zona di Miano, proprio su decisione di Perfetto. A lui e ad Antonio Buono, 28 anni, Antonio Montepiccolo, 31 anni (l’autista del boss Carlo Lo Russo) e a una donna, Antonella De Musis, 34 anni, colei che forniva supporto logistico e materiale ai killer del clan, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli avevano notificato un’ordinanza per l’omicidio di Di Napoli; a vario titolo vengono contestati anche i reati di detenzione e porto illegale di arma da sparo aggravati, associazione di stampo camorristico e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.