Carabiniere ucciso, chiesta la scarcerazione dell’assassino americano

I legali di Finnegan Lee Elder hanno chiesto la scarcerazione del loro assistito. Sono clamorosi i nuovi risvolti dell’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega.

Gli avvocati Roberto Capra e Renato Borzone hanno, quindi, in queste ore presentato un’istanza di scarcerazione al tribunale del Riesame di Roma per il giovane reo confesso dell’omicidio del vice brigadiere di Somma Vesuviana.

L’udienza per la discussione dell’istanza sarà fissata, con ogni probabilità non prima di metà settembre, vista la sospensione estiva delle attività giudiziarie.

 

I fatti prima della richiesta di scarcerazione, le ultime parole urlate prima di morire

(ANSA) – “Fermati siamo carabinieri, basta”. E’ quanto avrebbe urlato il vice brigadiere Mario Cerciello Rega al giovane californiano durante l’aggressione mortale. A riferirlo il suo collega nell’annotazione sull’intervento contenuta nell’ordinanza di convalida del fermo dei due americani. “Il vice brigadiere Cerciello Rega, a breve distanza da me, – dice il collega – ingaggiava una colluttazione con l’altro giovane. Ricordo di aver sentito le urla del mio collega che profferiva testuali parole: fermati siamo carabinieri, basta”.

“Prima di accasciarsi ha detto mi hanno accoltellato”, ha affermato Andrea Varriale, il carabiniere che era con il vicebrigadiere sul luogo dell’aggressione.

 

I fatti prima della richiesta di scarcerazione.

Il gip: dagli indagati totale assenza di autocontrollo

Le condotte dei due “testimoniano la totale assenza di autocontrollo e capacità critica evidenziandone la pericolosità sociale”. Lo afferma il gip di Roma nell’ordinanza con cui ha disposto il carcere per i due cittadini californiani autori sell’omicidio del vicebrigadiere.

Nell’ordinanza viene sottolineata la “totale incosapevolezza del disvalore delle proprie azioni come apparso evidente anche nel corso degli interrogatori durante i quali nessun dei due ha dimostrato di aver compreso la gravità delle conseguenze delle loro condotte, mostrando una immaturità eccessiva anche rispetto alla giovane età”.

Concreto il pericolo di reiterazione del reato alla luce “delle modalità e circostanze del fatto e in particolare della disponibilità di armi di elevata potenzialità offensiva”, scrive il gip.