Omicidio a Giugliano, tre piste per la morte di Carmine: a setaccio telecamere e vita privata

Il luogo dove Carmine Fammiano ha perso la vita, in via Primo Maggio a Giugliano
Il luogo dove Carmine Fammiano ha perso la vita, in via Primo Maggio a Giugliano

Si continua ad investigare sulla dinamica dell’omicidio di Carmine Fammiano, l’uomo di 40 anni ucciso a Giugliano con due colpi d’arma da fuoco che lo hanno raggiunto alle gambe. Carmine è morto dissanguato all’interno della sua auto. I fatti sono avvenuti nel pomeriggio di venerdì. Il cadavere del 40enne è arrivato all’interno della sua autovettura in via Primo Maggio parcheggiata trasversalmente sul marciapiede all’esterno di un centro scommesse. Dopo essere stato colpito da un proiettile all’aorta femorale, infatti, Carmine avrebbe continuato a guidare, fino a quando non ha perso conoscenza ed è deceduto.

Ad indagare sulla vicenda è il Commissariato di polizia di Giugliano. Tre le piste seguite dagli inquirenti: la rapina finita male, una vendetta per una lite o questioni passionali. Sicuramente, viste le modalità di esecuzione, non è stata la camorra ad ammazzarlo.

Gli agenti stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo, setacciando il cellulare e ascoltando colleghi di lavoro, amici e parenti.

Le indagini sulla morte di Carmine: dalla rapina finita male al regolamento di conti

Una delle ipotesi è quella della rapina finita male. Stando ad una prima ricostruzione, infatti, pare che l’uomo abbia reagito ad una rapina e sia stato sparato. Subito dopo avrebbe provato a scappare, salvo poi fermare la corsa più avanti, in via Primo Maggio a Giugliano, dove purtroppo è deceduto. Uno dei proiettili lo ha raggiunto all’aorta femorale ed è stato fatale.

Non si esclude neanche la pista passionale. Gli investigatori stanno provando a scavare anche nella vita sentimentale di Carmine, per tentare di capire se alla base dell’omicidio ci fossero altri motivi e non quello di una rapina finita nel peggiore dei modi. Carmine aveva una compagna e tre figli. Una vita normale, casa e lavoro. Carmine aveva però un carattere duro. Non sopportava le prevaricazioni e i soprusi. Potrebbe aver litigato con qualcuno con cui non doveva o aver reagito a una rapina. Nulla è escluso.

Nelle ultime ore si indaga anche per scoprire se l’uomo avesse avuto un diverbio con qualcuno nei giorni precedenti e che la situazione sia degenerata fino ad arrivare al folle gesto di spararlo.

Esclusa la pista della camorra

L’unica pista che si esclude, è quella di stampo camorristico. Nonostante Carmine abbia avuto piccoli problemi con la giustizia, da circa 15 anni a questa parte non aveva mai smesso di lavorare e si era ormai allontanato da quel tipo di ambiente.

Intanto sui social amici e parenti sono increduli per questa morte atroce e avvolta nel mistero.

 

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