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domenica, Agosto 7, 2022
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“C’è preoccupazione per la criminalità a nord di Napoli”, l’allerta del ministro Lamorgese


Stamattina il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, a margine del Forum dei Beni Confiscati a Napoli, commentando i diversi e recenti episodi di camorra nei Comuni a nord del capoluogo ha dichiarato: “C’è preoccupazione per la criminalità in alcune zone come a Nord di Napoli, però nello stesso tempo la consapevolezza che l’incremento già previsto di forze di polizia in campo speriamo possa far fronte”.

“Un rafforzamento delle forze dell’ordine – ha detto – è arrivato in parte, altre ne arriveranno. Tutte le situazioni vengono verificate dai prefetti in sede di comitato provinciale, quindi si farà un piano di azione complessivo”.

LA SITUAZIONE CRIMINALE NELL’AREA NORD SECONDO L’ULTIMA RELAZIONE DIA

GIUGLIANO IN CAMPANIA

Nel territorio di Giugliano in Campania predomina il clan MALLARDO che negli anni è riuscito a espandere la propria influenza anche in altre zone dell’hinterland napoletano grazie alle coalizioni con altre organizzazioni criminali e alle connivenze con il mondo politico ed imprenditoriale, finalizzate all’infiltrazione soprattutto nei settori dell’edilizia e degli appalti. Il sodalizio assieme ai clan LICCIARDI e CONTINI è al vertice dell’ALLEANZA DI SECONDIGLIANO ma manterrebbe collaborazioni anche con i FERRARA di Villaricca e con le famiglie NUVOLETTA e POLVERINO di Marano. Nel casertano risulta legato ai CASALESI prendendo parte con i BIDOGNETTI e con il clan napoletano LICCIARDI alla federazione criminale denominata “gruppo misto”.

Il clan MALLARDO rappresenta una delle organizzazioni camorristiche più strutturate del panorama criminale campano con una catena di comando che garantisce al gruppo la massima coesione e il monopolio degli affari illeciti nei territori di pertinenza, un forte potere economico e una spiccata capacità rigenerativa degli organici nonostante restino detenuti i due fratelli ritenuti a capo del sodalizio, mentre la sorella del defunto boss storico dei MALLARDO sia sottoposta alla misura alternativa della detenzione domiciliare.

Gli esiti giudiziari hanno evidenziato anche la proiezione del clan in altre regioni, in particolare nel Lazio e in Toscana, finalizzata al riciclaggio di capitali grazie ad una rete di professionisti e di imprenditori conniventi. Nel dettaglio, il Prefetto di Arezzo nel semestre in esame ha emesso due interdittive antimafia nei confronti di aziende collegabili alla criminalità napoletana. Tra di esse figura una cooperativa che gestisce strutture riabilitative a carattere socio-sanitario, ritenuta a rischio di infiltrazione mafiosa per i legami sussistenti tra un elemento della compagine societaria e i clan MALLARDO, PESCE-MARFELLA di Pianura e il clan dei CASALESI.

QUALIANO

I MALLARDO hanno da tempo esteso la propria influenza anche sull’area urbana di Qualiano dove tuttavia si registra una rinnovata operatività del clan DE ROSA come emerso dall’indagine gine che il 29 settembre 2020 ha portato all’arresto di 3 pregiudicati ritenuti responsabili di diverse condotte estorsive aggravate ai sensi dell’art. 416 bis 1 c.p. avendo agito “al fine di agevolare l’organizzazione per delinquere di tipo camorristico denominata clan DE ROSA…, operante in Qualiano e nelle zone limitrofe, nonché avvalendosi della forza di intimidazione derivante dall’evocata appartenenza a sodalizi di tipo camorristico e della condizione di assoggettamento che ne deriva”. Un altro episodio estorsivo ai danni di un commerciante è alla base del provvedimento cautelare eseguito il 2 novembre 2020 a carico di un ulteriore affiliato al clan.

VILLARICCA

Nel comune di Villaricca va evidenziata la scarcerazione per fine pena del capo del clan FERRARA-CACCIAPUOTI che è alleato del clan MALLARDO e gestisce prevalentemente attività di estorsione e di usura come confermato dal provvedimento eseguito il 19 ottobre 2020 dalla Polizia di Stato nei confronti di 5 affiliati. Le indagini sono state avviate a seguito del suicidio di un imprenditore attivo nel settore dello smaltimento dei materiali metallici che, impossibilitato a versare il pizzo, era stato costretto a rivolgersi a persone indicategli dagli stessi estorsori ottenendo un prestito con tassi usurai anche superiori al 15% mensile. L’ipotesi di infiltrazioni della camorra nella locale amministrazione comunale ha determinato il Prefetto di Napoli a nominare il 28 dicembre 2020 una Commissione d’accesso che dovrà valutare l’eventuale sussistenza di condizionamenti criminali all’interno dell’Ente locale.

MARANO

Il precedente 2 ottobre la stessa Autorità prefettizia aveva disposto l’insediamento di un’altra Commissione d’indagine, per verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o collegamenti con la criminalità organizzata nell’amministrazione comunale di Marano di Napoli un territorio nel quale operano i clan NUVOLETTA, POLVERINO e ORLANDO. Il grado di penetrazione dei clan citati nell’Ente locale era emerso lo scorso semestre da un’indagine che aveva riguardato 2 funzionari pubblici e un imprenditore edile, ai quali è stato contestato il concorso esterno in associazione mafiosa e la corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio aggravati dalle finalità mafiose per aver favorito il clan POLVERINO. L’inchiesta aveva dimostrato come l’ex Sindaco e l’ex pubblico funzionario avessero accettato danaro da parte di due imprenditori – coinvolti anche nella citata indagine “Antemio” riguardante il Comune di Sant’Antimo – come contropartita dell’aggiudicazione di una commessa di opera pubblica del valore di 40 milioni di euro a favore di una società riconducibile ai corruttori.

Le storiche consorterie NUVOLETTA, POLVERINO e ORLANDO da tempo condividono nel territorio di Marano di Napoli il controllo e la gestione delle attività illecite incrementando il loro patrimonio attraverso una proficua attività di narcotraffico anche internazionale (soprattutto di hashish importato dal Marocco quasi in regime di monopolio) e di riciclaggio dei proventi illeciti in molteplici attività imprenditoriali anche fuori Regione e oltre confine. A conferma di tale attività, il 9 ottobre 2020 i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare138 nei confronti di 5 persone ritenute responsabili di associazione finalizzata al traffico di cocaina e hashish aggravata del metodo e dalle finalità mafiose.

Le indagini hanno appurato l’operatività del sodalizio anche a Roma con articolazioni sotto il costante controllo dei clan maranesi che inviavano nella Capitale propri esponenti di spicco allo scopo specifico di verificarne l’efficienza. I traffici di droga gestiti dal gruppo criminale tra Marano di Napoli e Roma hanno trovato un ulteriore riscontro investigativo anche nell’altro provvedimento139 eseguito lo stesso giorno dai Carabinieri a carico del figlio del boss NUVOLETTA (ucciso nel 1984 da affiliati alla NUOVA FAMIGLIA). In particolare, l’indagato avrebbe fittiziamente attribuito quote societarie al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione e di agevolare il reimpiego di denaro provento del traffico degli stupefacenti controllato dal clan ORLANDO.

Gli attuali assetti criminali vedono in crescita il gruppo ORLANDO (soprannominati Carrisi)  la cui evoluzione resta tuttavia strettamente legata alla storia dei NUVOLETTA e dei POLVERINO, oltre che per le descritte collaborazioni criminali, anche in forza dei solidi legami familiari sussistenti tra i diversi gruppi. La consorteria, formatasi a seguito della disarticolazione della compagine militare del clan POLVERINO colpita tra gli anni 2011-2016 da numerosi provvedimenti restrittivi, attualmente risulta attiva anche a Qualiano e Calvizzano.

MUGNANO, MELITO, ARZANO, CASAVATORE

Gli AMATO-PAGANO continuano a ricoprire un importante ruolo negli assetti criminali dell’area nord della città mantenendo il monopolio delle attività illecite anche nei limitrofi comuni di Melito di Napoli, Arzano, Mugnano di Napoli, Casavatore e Marano di Napoli territori nei quali il cartello gestisce da tempo il principale canale di approvvigionamento di sostanze stupefacenti (soprattutto cocaina) anche attraverso narcotrafficanti e broker referenti dell’organizzazione all’estero. Su tali equilibri potrebbe peraltro incidere la recente decisione di collaborare con la giustizia intrapresa da un personaggio ex fedelissimo del boss AMATO.

Casandrino, Grumo Nevano e Sant’Antimo

Rientrano storicamente sotto l’influenza dei clan PUCA, RANUCCI, VERDE, AVERSANO125 e MARRAZZO i cui maggiori esponenti sono detenuti. Per quanto riguarda la pervasività del clan PUCA nel Comune di Sant’Antimo – sciolto per l’accertato condizionamento mafioso con DPR del 18 marzo 2020 – la commistione con elementi dalla Pubblica Amministrazione e dell’imprenditoria locale è stata conclamata dall’importante indagine “Antemio”128 della DDA di Napoli.

Nell’ambito dell’inchiesta il 9 giugno 2020 i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 59 affiliati o comunque in affari con i clan PUCA-VERDE-RANUCCI e ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione elettorale, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, turbata libertà degli incanti, favoreggiamento personale, rivelazione di segreti d’ufficio, aggravati dal metodo mafioso. Una parte rilevante delle indagini aveva riguardato la “capillare campagna di voto di scambio” e l’”incalzante opera di compravendita di preferenze” poste in essere dagli indagati in occasione delle elezioni del 2017.

 

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