Su delega del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, si comunica che, nella giornata odierna, la Polizia di Stato ha eseguito un’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti pluripregiudicati e del divieto di dimora nella regione Campania nei confronti di altri 3 soggetti pluripregiudicati, ritenuti gravemente indiziati di far parte della associazione a delinquere di stampo camorristico denominata clan Contini, a sua volta confederata unitamente ai clan Mallardo e Licciardi nella cd. Alleanza di Secondigliano, nonché di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rapina, truffa, furto, minaccia aggravata, lesioni, porto e detenzione di armi da fuoco ed accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti, reati tutti aggravati dalle modalità mafiose e/o dalla finalità agevolatoria del clan Contini.
Tra i primi nomi emersi dall’inchiesta, figurano Gennaro Vitone, 21 anni; Patrizio Bosti, nipote dell’omonimo boss e figlio di Ettore Bosti; Giorgio Marasco, 19 anni; Luigi Capuano, 34 anni.
Colpo all’Alleanza di Secondigliano, sgominato gruppo legato al clan Contini
Il provvedimento cautelare compendia gli esiti delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotte dalla Squadra Mobile in relazione ad una brutale aggressione occorsa il 15 maggio 2022 nei confronti dei clienti e dei proprietari del ristorante “Cala La Pasta” sito in Napoli alla Via dei Tribunali, per la quale il 15 giugno 2022, su delega della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, sono stati tratti in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, quattro persone gravemente indiziate, a vario titolo, di minaccia e lesioni gravi aggravate dalle condizioni previste dall’art. 416 bis 1, lesioni stradali gravissime con l’aggravante della fuga. In ordine a tale episodio è già intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato a carico dei principali attori della vicenda.
Il giovane esponente dei Contini dedito a vari illeciti tra Italia e Spagna
Le attività d’indagine svolte successivamente all’episodio genetico avrebbero, altresì, consentito di delineare l’esistenza del sodalizio criminale, ben strutturato, costituito da giovani affiliati, avente come base logistica l’area dei c.d. “Porticati”, ricadente nella zona di San Giovanniello, ove gli indagati occultavano armi, sostanze stupefacenti e indumenti destinati al travisamento in occasione della commissione di reati predatori.
Dalle indagini è emerso come il gruppo, costituito da giovanissimi, pienamente intraneo al clan Contini e capeggiato da un giovane esponente, di particolare caratura criminale in quanto familiarmente collegato a soggetti apicali del clan, attualmente detenuti in regime di 41 –bis o.p sarebbe dedito a plurime attività illecite nel territorio di Vasto/Arenaccia e San Carlo Arena ma anche a reati predatori di varia natura quali rapine, scippi, truffe in danno di anziani, commessi sia in altre parti dell’Italia che in Spagna, attraverso cui finanzierebbe le proprie attività illecite, l’acquisto di armi, nonché provvederebbe al mantenimento in carcere dei sodali.
Gli indagati sono ritenuti di elevata pericolosità, circostanza desumibile sia dalle modalità, particolarmente spregiudicate delle azioni delittuose poste in essere, sia dalla concreta disponibilità di armi da guerra nonché dalla costante ricerca di ulteriori armamenti necessari per l’affermazione della propria egemonia sul territorio anche nel conflitto con gruppi e/o organizzazioni criminali contrapposte.
Si precisa che il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che lo stesso è suscettibile di impugnazione; i destinatari sono persone sottoposte a indagine e, pertanto, da ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
Blitz contro la paranza dei Contini, c’è il nipote del boss tra gli indagati
