Compravendita di neonato, assolto il boss Ciro Rinaldi

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Compravendita di neonato, assolto il boss Ciro Rinaldi

Assolto per non aver commesso il fatto. Arrivata stamane la decisione dei giudici di primo grado che questa mattina hanno assolto Ciro Rinaldi ‘Mauè’, boss del rione Villa, imputato nel processo con l’accusa di falso e alterazione di stato civile, reati entrambi aggravati dalla finalità mafiosa.

Rinaldi a differenza degli altri due imputati (Raffaele Maddaluno e la compagna che hanno optato per l’abbreviato) ha scelto il rito ordinario. La questione era quella relativa al presunto regalo del boss alla coppia come segno del suo potere. Secondo i collaboratori di giustizia Luigi Gallo, Giorgio Sorrentino e Vincenzo Amirante Rinaldi avrebbe messo 10-15mila euro per l’ ‘acquisto’ del neonato.

Le accuse a carico del boss Rinaldi

L’accusa aveva chiesto dodici anni di carcere. Per la Procura ‘Mauè’ si sarebbe mobilitato per procurare un figlio a uno dei suoi affiliati. Una vicenda avvenuta in un contesto ad alto tasso criminoso come ribadito dal gip «avente a oggetto un traffico illegale di bambini che, trovando avallo nelle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia e da altre fonti investigative, appare suscettibile di un approfondimento investigativo Tesi smontata completamente dai difensori di ‘Mauè’, gli avvocati Salvatore Impradice e Raffaele Chiummariello, che hanno dimostrato l’impossibilità di accertare la responsabilità di Rinaldi nella vicenda. Ciro Rinaldi dunque completamente assolto dalle accuse.

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