(ANSA) – Nuovo allarme del governatore della Lombardia Attilio Fontana sulla situazione nella sua regione per l’emergenza Coronavirus. “Purtroppo i numeri del contagio non si riducono – dice – continuano ad essere alti. Fra poco non saremo più nelle condizioni di dare una risposta a chi si ammala”. Fontana è partito da qui per chiedere a tutti di “stare a casa”. “Amici io lo sto dicendo in modo educato, ma fra un po’ bisognerà cambiare il tono perché se non la capite con le buone bisogna essere un po’ più aggressivi anche nel farvela capire. Non vi stiamo chiedendo un sacrificio così, ma per salvare delle vite umane. Ogni uscita di casa è un rischio per voi e per gli altri”.

 

“Non conta il primato ma la salute dei cittadini”, la risposta da applausi del dott. Ascieto al medico di Milano

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Ci deve dare atto che il protocollo è un protocollo al quale ha lavorato all’Ospedale Tumori di Napoli”. Con queste poche e dirette parole il dottore napoletano Ascierto ha spento la polemica innescata dal prof. Galli di Milano che ieri nella trasmissione su Rai 3 rivendicava che erano stati i medici lombardi a sperimentare per primo il farmaco utilizzato per combattere gli effetti del covid 19.

Non ci risulta che qualcuno lo stesse facendo in contemporanea e saperlo ci avrebbe peraltro aiutato

In un momento di emergenza come questo, tengo a precisare che il lavoro di brainstorming fatto con il dr Franco Buonaguro e le giovani oncologhe Claudia Trojaniello e Maria Grazia Vitale, la discussione “cruciale” fatta con il dr Ming, la professionalità dei dr Montesarchio, Punzi, Parrella, Fraganza e Atripaldi dell’Ospedale dei Colli, il supporto dei nostri Direttori Generali Bianchi e Di Mauro e del nostro Direttore Scientifico Dr Botti, sono tutti elementi che sabato 7 marzo ci hanno portato ad incominciare a trattare i primi pazienti al Cotugno di Napoli. Non ci risulta che qualcuno lo stesse facendo in contemporanea e saperlo ci avrebbe peraltro aiutato.

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In questa fase, non è importante il primato. Quello che abbiamo fatto è comunicarlo a tutti affinché TUTTI fossero in grado di poterlo utilizzare in un momento di grande difficoltà. Non solo. Grazie alla grande professionalità del dr Franco Perrone del Pascale, in pochi giorni siamo stati in grado di scrivere una bozza di protocollo per AIFA che ha avuto un riscontro positivo. Il nostro deve essere un gioco di squadra e la salute dei pazienti è la cosa che ci sta più a cuore. Andiamo avanti con il consueto cauto ottimismo e sempre consapevoli che è solo l’unione a fare la forza… nel frattempo parte la sperimentazione di AIFA. Ce la faremo di sicuro!!”

“Il Tocilizumab è un farmaco ben conosciuto che noi oncologi e gli ematologi usiamo per gli effetti collaterali di alcuni tipi di immunoterapia. Nel caso del COVID-19, non agisce direttamente sul virus ma sulle sue complicanze. Oggi le evidenze sono buone e i dati incoraggianti, qui in Italia ma anche in Cina, con la quale siamo sempre in contatto. Uno studio clinico è però necessario e studiare il virus altrettanto! Aiutateci a sostenere il Pascale e la ricerca sul coronavirus!”, ha detto il prof Ascierto rispondendo a Galli.

Il prof di Milano aveva detto in trasmissione:“Non facciamoci sempre riconoscereQueste sperimentazioni sono in atto da diverso tempo in Cina. Abbiamo fra i vari centri delle zone più colpite ormai qualche centinaio di pazienti trattati in questo modo. Non facciamo quelli che non danno a Cesare quello che è di Cesare e ai cinesi quello che è dei cinesi. Non è un anti-virale. E dobbiamo capire esattamente il momento in cui va utilizzato. Non esageriamo a fare provincialismi di varia natura”.

 

Coronavirus. Al via la sperimentazione

“Al via giovedì un ampio studio di fase II su Tocilizumab per valutare rapidamente il possibile impatto del farmaco”. Lo dice il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini, in conferenza sul coronavirus. “Saranno coinvolti 330 pazienti, i dati preliminari sono promettenti”, aggiunge. Anticipazioni il giorno prima  L’annuncio della sperimentazione era stato anticipato, e poi ridimensionato, lunedì all’Ansa da Vincenzo Montesarchio, infettivologo dell’ospedale Cotugno di Napoli che sta lavorando insieme a Paolo Ascierto, direttore dell’unità di immunologia clinica del Pascale, sull’effetto positivo del farmaco sulla polmonite indotta dal Coronavirus.

Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli, che sta utilizzando questo farmaco anti-artrite reumatoide off label contro Covid-19, aveva intanto spiegato a Adnkronos Salute che “Sono stati 11 finora i pazienti con Covid-19 trattati a Napoli con il farmaco anti-artrite Tocilizumab. In base ai risultati che stiamo registrando permane un cauto ottimismo”.

 

L’Aifa ha autorizzato lo studio

AIFA annuncia l’autorizzazione dello studio TOCIVID-19 che valuterà la efficacia e la sicurezza del tocilizumab nel trattamento della polmonite in corso di COVID-19. Lo studio è promosso dall’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Napoli con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e l’IRCCS di Reggio Emilia, e con la Commissione Tecnico Scientifica di AIFA ed e’ frutto di una stretta collaborazione tra diverse istituzioni pubbliche per valutare l’impatto di questo farmaco (approvato per l’artrite reumatoide) che ha recentemente ricevuto segnalazioni di possibili benefici nei malati di coronavirus. Due gli obiettivi: produrre dati scientificamente validi sul trattamento e consentire che l’uso attualmente gia’ diffuso possa avviare un nuovo percorso che consenta di tracciare tutti i trattamenti e valutarne in maniera sistematica l’impatto terapeutico. Sono previsti due gruppi di pazienti, ma il trattamento sarà uguale per tutti.

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