Coronavirus, nessun contagio nelle carceri in Campania ma resta alto l’allarme tra i detenuti

Nessun contagio da Coronavirus tra i detenuti delle carceri campane. Il solo caso sinora accertato riguarda un medico impegnato ai servizi amministrativi dell’istituto di Santa Maria Capua Vetere, mentre le persone che hanno avuto contatti con lui negli ultimi giorni sono risultati negativi i tamponi. Nel frattempo le direzioni delle stesse carceri hanno preso una serie di precauzioni a tutela di chi si trova recluso e anche chi proviene da fuori come l’installazione, già ufficializzata ad esempio al carcere Giuseppe Salvia di Poggioreale, dei termoscanner per la misurazione della temperatura corporea atta a scoprire eventuali sintomi riconducibili al Covid-19. Inoltre, sospesi i colloqui con i familiari all’interno delle carceri, è attivo un sistema di videochiamata che consentirà un contatto, anche se platonico, tra detenuti e i loro cari all’esterno.

L’installazione dei termoscanner e l’avvio del sistema di videochiamata non sono le uniche iniziative a favore di chi è dietro le sbarre. È stato infatti deciso per una fornitura di 25 nuove lavatrici agli istituti penitenziari della Campania che ne faranno richiesta, per garantire una maggiore sicurezza igienica ai detenuti in questo periodo d’emergenza da Coronavirus. La richiesta di attivare delle azioni concrete a tutela della salute dei detenuti è arrivata dal provveditore dell’amministrazione penitenziaria campana Antonio Fullone e accolta dal Garante regionale delle persone prive della libertà personale Samuele Ciambirello. «Con la sospensione dei colloqui e del supporto dei familiari – spiega il Garante – c‘è la necessità di lavare nelle carceri gli indumenti della popolazione reclusa e, purtroppo, non c’erano abbastanza lavatrici per farlo. Su richiesta del provveditore Antonio Fullone, ci siamo immediatamente attivati per risolvere il problema». L’acquisto delle 25 lavatrice per le carceri campane avverrà grazie ad alcuni fondi messi a disposizione dall’Assessorato regionale alle Politiche Sociali guidato da Lucia Fortini e il concreto trasferimento inizierà già questo weekend stando a quanto assicurato da Ciambriello per il quale iniziative del genere dimostrano «che se le istituzioni sanno dialogare si trova modo per rispondere alle piccole e grandi emergenze. In un clima di grande preoccupazione per la salute pubblica, dobbiamo saper dire a tutti i cittadini che ognuno deve fare la sua piccola parte per rendere più ricchi di speranza questi giorni difficili».

In questa fase delicata l’altra decisione presa collegialmente dall’Osservatorio regionale sulla detenzione, dal Garante e dalle direzioni degli istituti penitenziari a tutela dei detenuti riguarda la costituzione di celle singole per gli eventuali contagiati o presunti contagiati da Covid-19. «Ma sino ad ora non si sono registrati casi di contagio fra i detenuti. L’unica positività riscontrata riguarda un medico in dotazione ai servizi amministrativi del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Le persone che erano state a contatto con lui, sono state tutte sottoposte a tampone e sono tutte risultate negative» dice ancora Ciambriello che chiede «agli organi di informazione di stare attenti alle fake news, soprattutto ora, sui detenuti».

Nonostante i provvedimenti in favore dei detenuti dal Sarap, Sindacato Autonomo Ruolo Agenti Penitenziaria arriva un grido d’allarme attraverso la voce del segretario nazionale Roberto Esposito. «Gli agenti in alcuni istituti sono costretti a lavorare senza l’utilizzo di guanti e mascherine per non “impressionare i detenuti”, a detta di qualche comandante, senza aver mai potuto effettuare un tampone per accertarsi del proprio stato di salute». A seguito del decesso di un assistente capo di 52 anni al carcere milanese di Opera il Sarap, afferma ancora il segretario nazionale Esposito, «richiede il tampone per tutti gli agenti di polizia penitenziaria e la possibilità di indossare le protezioni individuali per prevenire un possibile contagio da questo male che ha fatto e sta facendo danni, in alcuni casi irrimediabili. Il Sarap vuole denunciare questa cattiva gestione, pretende il diritto della tutela della salute del personale di Polizia Penitenziaria che ogni giorno si dedica con impegno al giuramento fatto verso la Repubblica Italiana e per il servizio reso qualche volta ci rimette, e anche molto».