«Così papà perde il posto», a Le Iene nuove intercettazioni dopo l’omicidio di Marco Vannini

Nuove intercettazioni clamorose sul caso Marco Vannini sono state mandate in onda ieri sera nella puntata de Le Iene Show in onda su Italia Uno. Intercettazioni telefoniche nelle ore successive alla sua morte, mai entrate nel processo. Giulio Golia e Francesca Di Stefano continuano a indagare su cosa è realmente successo quella maledetta notte del 2015 a Ladispoli e nella puntata di ieri de Le Iene sono emerse nuove dichiarazioni. B
“Buongiorno, senta avrei bisogno di fare un telegramma di condoglianze alla famiglia Vannini”. Questa è una delle tante telefonate intercettate nei giorni successivi all’omicidio del 19enne ucciso dal papà della fidanzata, Antonio Ciontoli. Telefonate mai entrate nel processo.

Antonio Ciontoli è stato condannato in secondo grado a 5 anni di carcere per omicidio colposo, la condanna per la moglie e i figli Federico e Martina è di 3 anni.

In attesa della sentenza di Cassazione fissata per il prossimo 7 febbraio, i dubbi rimasti sono ancora tanti.

La prima cosa che ha detto ilo fratello appena arrivato al pronto soccorso, e come sottolineato nella telefonata tra Martina e Alessandro cugino di Marco, è stato: ’Papà perde il posto di lavoro cerchiamo di non far sapere niente’. Cioè… Martì, non puoi dire una cosa del genere”.

Proprio la paura di perdere il posto di lavoro come sottoufficiale della marina distaccato ai servizi segreti, spinge Antonio Ciontoli a mentire. Nei primi momenti ha parlato di buco causato da un pettine e non di un colpo partito da una delle sue pistole.

Poi altre itnercettazioni, tra Viola Giorgini (fidanzata di Federico Ciontoli, unica dei presenti la notte della morte di Marco a essere stata assolta) e una sua amica.

Da queste intercettazioni emergono dettagli che potrebbero ricostruire i movimenti delle pistole. Antonio Ciontoli di solito le teneva “nella cassaforte” come ha precisato la moglie durante un interrogatorio. Nel giorno della tragedia verrebbero spostate dalla cassaforte al bagno, dove è presente una scarpiera.

Nella telefonata tra Viola e la sua amica emerge un altro dettaglio che da sempre ha fatto sorgere dubbi in tutti. I Ciontoli hanno detto di non essersi accorti che fosse partito un colpo, nonostante il foro di un centimetro nel braccio di Marco. “Il colpo gli è entrato nel braccio destro fino all’anca sinistra”, sostiene Viola.

Infine sempre nel precisissimo servizio de le Iene si parla di una telefonata del 19 maggio, due giorni dopo la tragedia, alle 22.42 Peppe, zio acquisito di Martina e Federico, chiama Viola ma a rispondere al cellulare è Federico.  “In salone ci sta quello spruzzo là… Quel coso che spruzza il profumo. Eh, se lo spegnete, perché quello nella notte richiama i ricordi. Papà e Martina dormono là col fatto che quando spruzza il profumo, ricorda”. Che ricordi può far venire se lo sparo è avvenuto nel bagno?

Il 23 maggio 2015 lo zio Peppe fa un’altra telefonata, questa volta a suo amico. “Ho avuto conferma che comunque il reparto suo, i suoi dirigenti si sono… Io non so se tu pure hai avuto riscontri, insomma… che la persona si è mossa in primis”. Sembra proprio che parlino dei colleghi di Ciontoli: quale reparto si è attivato? E chi si è mosso per primo? E le domande che si sono posti Le Iene, tutta Itali, e soprattutto la famiglia di Marco.