Covid, 10 i focolai in Italia. Gli esperti: “Se aumentano rischio lockdown”

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Sono 10 attualmente i focolai in Italia ma potrebbero salire. Qualora accadesse si potrebbe rischiare un nuovo lockdown, parziale o totale. I contagi però non vanno sottovalutati, come afferma il virologo Crisanti, che ribadisce la rapidità con cui si diffonde il virus, motivo per cui la chiusura deve essere tempestiva per evitare il dramma della prima ondata. Il rischio di nuovi lockdown dunque non è remoto e per questo gli esperti invitano i cittadini a non rilassarsi troppo e a continuare ad usare mascherine e seguire le norme di distanziamento sociale.

Salgono a 10, in totale, i nuovi focolai in Italia. Una situazione che rimette il Paese sull’attenti per quanto riguarda l’emergenza coronavirus, anche se la situazione attuale è abbondantemente contenuta. Resta infatti sotto lo zero l’indice di contagio nei confini nazionali, compresa la Lombardia, eccezion fatta per il Lazio che sale a 1 a causa del focolaio del San Raffaele.

Coronavirus, salgono i focolai in Italia.

Per quanto riguarda le situazioni sparse sulla Penisola, è ormai nota la situazione a Mondragone, in provincia di Caserta, dove sono stati messi in quarantena i residenti dei Palazzi ex Cirio per un totale di 30 positivi attuali. Se ne registrano invece 8 a Palmi in Reggio Calabria, 28 a Porto Empedocle ad Agrigento dove un epicentro si è scatenato su una nave migranti della Sea Watch.

Roma, oltre ai focolai della Garbatella e dell’ospedale San Raffaele Pisana, ci sono anche 4 situazioni confermate in un istituto religioso. Sono 19 i positivi nelle provincia di Prato e Pistoia, 26 a Bologna divisi in 14 di un’azienda e 12 di un’attività commerciale. A Montecchio, in Reggio Emilia, ci sono ben due famiglie tenuta sotto osservazione per l’infezione da Covid-19. Stessa situazione a Bolzano dove si contano 11 positivi in totale7 a Como in una casa di accoglienza e 13 ad Alessandria in una Rsa con 13 episodi certificati. Situazioni che mettono in allarme il Paese. “Se continuasse così, l’Italia rischierebbe un nuovo lockdown”, ha riferito infatti il virologo Andrea Crisanti.

La denuncia sui focolai

Senza vaccino, infatti, la chiusura resta l’unica soluzione: “La malattia nel mondo circola, in un giorno ci sono stati 180 mila casi. Chi non ha fatto il lockdown ha problemi. Basta vedere la Svezia. Oppure il Brasile. La chiusura deve essere tempestiva. La Germania, che ha avuto i problemi nei mattatoi, nel giro di tre giorni ha bloccato due distretti”. Dal report del ministero e dell’Iss emerge anche che persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali e che i casi sono in aumento rispetto alle settimane precedenti, ma sebbene la cautela deve continuare ad esserci non sembrano essere ancora dati preoccupanti.

In Italia l’indice di contagio resta sotto lo zero, solo nel Lazio, a causa del focolaio del San Raffaele, è sopra l’1. In Lombardia, invece, l’indice è 0,82, in miglioramento (lieve) rispetto alla scorsa settimana. In Veneto l’indice è 0,69, in Sicilia 0,72, in Toscana 0,74. Livelli più bassi in altre Regioni come Marche (0,59), Abruzzo (0,57) e Piemonte (0,56). Livelli bassissimi in Basilicata (dove però sale a 0,1), Umbria, Sardegna e Calabria, al di sotto dello 0,1.

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