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Dallo scaricabarile sugli altri ai controlli “in regola”, i Moretti vogliono uscirne puliti dalla strage di Crans Montana

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I coniugi Moretti, Jacques e Jessica, sono già dovuti comparire due volte davanti alla Procura della Repubblica e rispondere alle domande. Le trascrizioni rivelano come i proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana abbiano affrontato quella terribile notte di Capodanno dove morirono 40 ragazzi.

E dalle loro dichiarazioni emerge una chiara strategia difensiva: la colpa è di tutti gli altri.

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Dallo scaricabarile sugli altri ai controlli “in regola”, come i Moretti vogliono uscirne puliti dalla strage di Crans Montana

I proprietari del ristorante sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. La domanda è: l’incendio era prevedibile o semplicemente una concatenazione di circostanze sfortunate? Ed è proprio qui che entrano in gioco gli avvocati di Moretti. Secondo quanto riporta la testata svizzera Blick, i legali dei Moretti stanno cercando di confutare l’accusa di negligenza. Il fulcro della strategia difensiva di Moretti sarebbe: «Siamo stati attenti e nessuno di noi avrebbe potuto prevedere l’incendio. Altri proprietari di bar si sarebbero comportati esattamente come noi». E negli interrogatori hanno messo sul banco degli imputati diverse persone, cercando di scagionarsi.

A partire dalle accuse alla cameriera Cyane Panine, la ragazza 24enne che si nota col casco in testa e fuochi d’artificio in mano, sulle spalle di un altro cameriere e poi deceduta: prima bollata come “una figlioccia” da parte dei Moretti e in seguito denunciata per mancanza di responsabilità, a loro detta. Così come la guardia di sicurezza Stefan, morto da eroe per salvare altre vite: in questo caso, Jessica Moretti, ha scartato la responsabilità della mancanza di formazione sulla sicurezza antincendio. Ha spiegato che i lavoratori stagionali, arrivati ​​a metà dicembre, avrebbero dovuto essere istruiti dall’esperta guardia giurata Stefan e dalla cameriera Panine sulla posizione degli estintori e sul comportamento corretto in caso di incendio.

Il caso della schiuma fonoassorbente che si staccava

La schiuma fonoassorbente si staccava dal soffitto di Le Constellation già prima del rogo scoppiato la notte di Capodanno a Crans Montana. Uno scambio di messaggi video «tra Gaëtan, allora gestore del bar Constellation, e il direttore Jacques Moretti», ottenuto dalla televisione svizzera, mostra «la caduta della schiuma acustica dal soffitto del bar» e «rivela le precarie condizioni del bar pochi giorni prima di Capodanno», afferma la Radiotelevisione svizzera Rts sul suo sito. «Si tratta di documenti esclusivi ottenuti dal programma Mise au point della Rts», aggiunge.

Le immagini mostrano stecche da biliardo posizionate su sgabelli, utilizzate per cercare di riattaccare le schiume fonoassorbenti, al soffitto del Constellation, teatro del rogo di Capodanno, che ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 119. La Rts precisa che il padre di Gaëtan ha potuto vedere queste immagini sul telefono del figlio. Per lui, l’atteggiamento del proprietario e la natura improvvisata dei suoi metodi di gestione del bar dimostrano che ha trascurato la sicurezza del suo personale e, di conseguenza, di suo figlio.

Gaëtan, originario del sud della Francia, aveva iniziato a lavorare per il locale vallesano all’inizio di dicembre. Secondo suo padre Jean-Michel, «era un sogno per lui venire a lavorare in Svizzera». Ma si è rapidamente disilluso, vedendo il modo in cui veniva gestito il bar e anche la presenza di minori. «Mi ha detto che voleva dimettersi e tornare in Francia, ma poiché temeva di non essere pagato per dicembre, ha accettato di rimanere per le vacanze», racconta il padre. Gravemente ustionato – ricorda la Rts – il 28enne ha potuto lasciare l’ospedale parigino che lo aveva curato dopo un ricovero al Chuv di Losanna.

Le telefonate tra Moretti e l’allora gestore del Le Constellation

Jacques Moretti, al telefono con Gaetan, dava indicazioni: «Prova a toglierne una e vedi se cade, perché ho usato una schiuma che non conosco… Fammi sapere se va bene. Dimmi se cade o no; se cade, purtroppo bisognerà lasciarle». Lo stesso materiale prenderà fuoco nella notte di Capodanno, causando la morte di 40 persone e il ferimento di altri 116 giovani.

Dopo aver ricevuto nuovi messaggi e video da parte di Gaëtan, il proprietario del Constellation finirà per rispondere con altri due messaggi vocali, acquisiti agli atti dell’indagine della procura di Sion: «Ok, allora ne rimetteremo, grazie» e «Sì, sembra niente male, togli pure le altre per favore».

Lo stesso Moretti aveva testato artigianalmente la schiuma tentando di darle fuoco: «Avevo visto che comunque bruciava. Ho preso un cannello per vedere l’effetto sulla schiuma: l’ha trapassata tutta. L’unica cosa che mi ha dato fastidio è stato il fumo che mi ha stordito, per il resto nulla mi ha scioccato», ha riferito l’imprenditore agli inquirenti. Nel 2018 e nel 2019 – ha spiegato ancora Moretti – il locale era stato sottoposto a controlli di sicurezza sia da parte del Comune di Crans-Montana che da parte del capo dei vigili del fuoco, ma non c’era stata «nessuna osservazione».

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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