Il rischio è quello di una vera e propria stangata. Per tale motivo durante il processo di primo grado chiamato a far luce sul traffico di droga gestito dai Mazzarella che ha invaso le strade della periferia orientale di Napoli e l’hinterland vi sono state una raffica di confessioni.
Il tutto finalizzato a cercare di ottenere una condanna più mite rispetto a quanto si prospetta. A confessare vi sono anche pezzi da novanta del sodalizio come Michele Mazzarella ‘o fenomeno e Alessandro e Salvatore Lanzone. Scena muta invece per Alessandro Di Caprio, Ferdinando Buonocore, Luigi Ciliberti, Carmine Martiniello e Antonio Menna. Nel collegio difensivo gli avvocati Leopoldo Perone, Domenico Dello Iacono, Giuseppe Milazzo, Rocco Maria Spina e Rosario Arienzo.
La gestione del boss Michele Mazzarella
Tra i ventuno imputati accusati a vario titolo di camorra, traffico di droga, armi e racket spicca senz’altro il boss Michele Mazzarella, alias “’o fenomeno”, che nonostante la detenzione nel carcere di Siracusa avrebbe continuato a tenere le redini del clan e a organizzare un colossale giro di droga tramite i due gruppi satelliti che avrebbero fatto capo a Rosario De Bernardo, fratello di Vincenzo De Bernardo “’o pisello”, assassinato in un agguato di camorra nel novembre 2015, e Raffaele Anastasio. Le due organizzazioni criminali avrebbero così operato, rispettivamente, a Somma Vesuviana e a Sant’Anastasia, sempre sotto l’egida del clan Mazzarella, che ad oggi eserciterebbero un capillare controllo del territorio.

