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“È la piazza più forte di Scampia”, il pentito Roselli svela ‘il gioiello della corona’ del clan

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Il nuovo ‘gioiello della corona’ della camorra di Napoli nord. Come un tempo erano le Case celesti all’apice del potere dei Marino. Oggi lo scettro è per la piazza della famigerata ‘33’ ossia via Anna Maria Ortese, divenuta in breve tempo la piazza più redditizia di Scampia. A svelarlo ai magistrati Salvatore Roselli detto ‘Frizione’ uno che un tempo era molto addentrato in tali vicende tanto da ricoprire il ruolo di boss in pectore degli Amato-Pagano. Anche grazie alle sue dichiarazioni gli inquirenti sono riusciti a smantellare il nuovo gruppo di narcos di stanza a Scampia, gruppo capeggiato dai ras Massimiliano Cafasso e Salvatore Mele.

I verbali di ‘Frizione’

I verbali di Roselli traboccano di dati, retroscena e svelano i nuovi scenari della camorra di Napoli nord. Fondamentali le sue rivelazioni sullo stesso Mele: “Salvatore Mele, detto Saviuccio, ha sempre fatto parte degli Amato-Pagano; è il nipote di ‘‘zio Paolo” e cugino di Massimo Cafasso, detto Maglietella. Hanno la piazza di cocaina e kobrett sotto la “33”. Il proprietario della piazza, oggi, è Saviuccio. La piazza della “33 ” è divisa tra Savio Mele e gli Abbinante. In passato anche io avevo la piazza lì, di eroina, da me “pagata ”. Quando è uscito Antonio Abbinante, ho fatto con lui un cambio, nel senso che gli ho ceduto la piazza di eroina che io avevo nella “33 ” dai tempi di Cosimo Di Lauro e in cambio mi ha dato
la sua la piazza di eroina “sotto ‘o fumo” del Baku, che io cedetti a mia volta ai Raia e ad Armando Ciccarelli. Questo nel 2018 circa, quando fu scarcerato Antonio Abbinante. Mele, sulla 33, ha le piazze di kobrett e cocaina. Gli Abbinante hanno le piazze di eroina, crack, hashish ed erba”.

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“É la piazza più forte di Scampia”

Le dichiarazioni di Roselli svelano poi l’importanza del nuovo gruppo nelle nuove dinamiche criminali: “Dopo la sua scarcerazione, Mele si è dunque occupato da un lato di “passaggi di mano ” di grossi quantitativi di cocaina, e dall ‘altro della gestione della sua piazza di kobrett e cocaina della 33 (piazza “a pezzi”, intendo cioè dire la classica piazza in cui si vendono su strada singole dosi agli acquirenti). La piazza di kobrett è molto forte, la più forte di Scampia, faceva 7-800 pezzi al giorno. Mele era in stretto contatto con il clan Amato-Pagano, tanto che praticamete ogni giorno veniva a Mugnano da Marco Liguori. Poteva venire da solo, nelsenso che aveva accesso diretto da Marco Liguori, in quanto vecchio affiliato della prima ora. Per un periodo di tempo, quando io avevo la Polizia addosso, fu fatto responsabile di Scampia al posto mio (per qualche mese su decisione di Marco Liguori, ma poi dopo io ripresi il mio ruolo, perché Mele fece qualche casino. Lui manteneva, come socio, il predetto Maglietella. Poi manteneva i suoi carcerati (della piazza), e suo cugino Giuseppe Gervasio. Come clan, come ho già detto, facevamo “cacciare” al Mele 1500 o forse 2.000 euro al mese da destinare ad Antonio Abbinante. Mele Non contribuiva in altro modo al clan, se non con questa mesata per Antonio Abbinante. Non prendeva una mesata dal clan, ma gli era concesso, appunto, di avere la sua piazza, in quanto vecchio affiliato”.

 

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