Effetto accise sui prezzi dei carburanti.
L’entrata in vigore il primo gennaio delle norme contenute nella manovra (con l’aumento della tassazione sul diesel e la riduzione equivalente di quelle sulla benzina) ha reso il gasolio più caro della verde. Si tratta, riporta Staffetta Quotidiana, della prima prima volta da tre anni a questa parte.
Il prezzo medio nazionale del diesel è questa mattina pari a 1,666 euro al litro contro 1,650 euro della benzina. Un’inversione che non si verificava dal 9 febbraio 2023, all’uscita dalla fase più acuta della crisi dei prezzi iniziata con l’invasione russa dell’Ucraina. Con il taglio dell’accisa, il prezzo della benzina scende al livello più basso dal 19 dicembre 2022.
Sui prezzi dei carburanti, rileva Staffetta Quotidiana, si è inoltre riversato dal primo gennaio anche un nuovo aumento del costo di miscelazione dei biocarburanti, legato al rialzo della quota d’obbligo: secondo Staffetta, il costo di miscelazione è cresciuto tra 1,5 e 2 centesimi al litro. L’aumento è stato compensato dal calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, scese tra la fine del 2025 e l’inizio del nuovo anno proprio di 1,5-2 centesimi al litro, senza che questo si traducesse però in un calo dei prezzi alla pompa.
L’allineamento delle accise tra benzina e gasolio – ridotta di 4,05 centesimi euro al litro per la prima e aumentata dello stesso importo per il secondo, risultando allineate a 67,26 centesimi euro – è stato adottato in quanto l’aliquota più bassa di cui godeva il gasolio era considerata un “sussidio dannoso dell’ambiente”. Sul gasolio l’Italia ha ora l’accisa più alta d’Europa; sulla benzina scivola invece dal terzo all’ottavo posto, dietro Francia e Irlanda e sopra la Germania.
Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta: la benzina self service è a 1,650 euro al litro, il diesel self service a 1,666 euro al litro. La benzina al servito è a 1,798 euro al litro, il diesel a 1,803 euro al litro.
Il prezzo della benzina self alla pompa lungo la rete stradale nazionale ha toccato oggi un nuovo minimo dal 2021, attestandosi a 1,65 euro al litro: lo confermano gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per la prima volta da febbraio 2023, inoltre, segnala il ministero, la benzina scende sotto il livello del gasolio, pari a 1,67 euro al litro. Il differenziale tra i due carburanti riflette l’effetto del riallineamento delle accise in vigore dal primo gennaio, evidenzia ancora il Mimit, in linea con gli obiettivi green dell’Unione europea in materia di decarbonizzazione e superamento dei sussidi e dei regimi fiscali che in passato hanno favorito fiscalmente il gasolio, carburante più inquinante. “L’azione di monitoraggio e controllo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha contribuito a evitare distorsioni di mercato, smentendo le previsioni secondo cui il riallineamento delle accise avrebbe determinato un aumento del prezzo della benzina nonostante la riduzione fiscale prevista. In questa direzione, la collaborazione della rete distributiva si è dimostrata fondamentale, garantendo una corretta e graduale applicazione della misura. Il Mimit continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi, segnalando con cadenza settimanale alla Guardia di Finanza eventuali anomalie, a tutela della trasparenza e della correttezza del mercato”, sottolinea il dicastero.
Unc, gasolio più caro a Bolzano, Trento e Valle D’Aosta
Gasolio nettamente più caro nelle Regioni di montagna. Dopo il riordino delle accise, l’Unione nazionale consumatori è andata a guardare dove il costo del diesel è più elevato: Bolzano batte tutti a 1,730 euro al litro, al secondo posto Trento (1,701 euro), seguita dalla Valle d’Aosta (1,698 euro). Le Regioni più risparmiose sono invece la Campania, dove un litro costa 1,644 euro, poi le Marche (1,654 euro) e la Lombardia (1,656 euro). L’associazione nota inoltre che il superamento del prezzo del gasolio su quello della benzina, generalizzato dopo il primo gennaio in gran parte d’Italia, non è avvenuto in realtà in tutte le regioni. Analizzando i dati di oggi del Mimit, evidenzia l’Unc, la benzina resta ancora più cara del gasolio in Sicilia, dove emerge un differenziale di 1,8 centesimi, in Campania, con una differenza di 1,3 centesimi, in Basilicata (0,7 centesimi) e in Puglia (0,3 centesimi). L’Unione nazionale consumatori non rileva infine particolari fenomeni di speculazione a danno degli automobilisti.

