Eitan è tornato a casa, vivrà a casa della zia: unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone
Eitan è tornato a casa, vivrà a casa della zia: unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone

E’ stato dimesso questa mattina dal reparto Isola di Margherita dell’ospedale Regina Margherita Eitan, il bambino unico sopravvissuto all’incidente del Mottarone. Il piccolo è tornato in ambulanza a casa, a Pavia, accompagnato dalla zia.

Ora le sue condizioni sono molto migliorate. Proseguirà il percorso terapeutico dal punto di vista psicologico ed effettuerà future visite di controllo.

Intanto la Procura di Verbania ha notificato ai tre indagati per l’incidente della funivia del Mottarone l’avviso degli accertamenti tecnici non ripetibili che dovrà essere svolto sulla cabina precipitata e sull’impianto in generale. Le parti sono state convocate in procura lunedì 14 giugno per il conferimento dell’incarico e la nomina dei propri consulenti tecnici. Lo stesso provvedimento è stato notificato ai famigliari delle quattordici vittime e alla zia del piccolo Eitan, legale rappresentante del bimbo unico sopravvissuto alla tragedia.

Tragedia Mottarone, per il piccolo Eitan la verità più dolorosa: “Ha saputo tutto”

La verità più dolorosa per il piccolo Eitan, il bambino di soli 5 anni unico sopravvissuto della tragedia del Mottarone. “Eitan sta lentamente apprendendo quello che è accaduto, attraverso la famiglia e gli psicologi che gli sono accanto”, queste le parole di Cristina Pagni, legale dei familiari del bimbo israeliano.

Gli è stato spiegato quello che è successo, con le modalità concordate dai medici, dagli specialisti e dai familiari. Si tratta di processi molto lunghi ed estremamente delicati”, continua l’avvocato. Come riportato da Il Corriere della Sera, per il momento le condizioni del piccolo Eitan migliorano anche se ancora non è possibile stabilire quando potrà lasciare l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Fortunatamente ha superato brillantemente gli interventi di riduzione delle fratture, ma ha ancora dei vuoti di memoria dovuti a un’amnesia post-traumatica.

Finora non sembrava ricordare nulla del crollo della funivia e per questo i medici procederanno con un approccio graduale: “Non sono sicuro che i dottori gli abbiano detto esattamente cosa è successo”, ha precisato lo zio.

 

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