HomeCronaca"Era ricoverato e piantonato", il Garante Ciambriello parla della morte di Meglio

“Era ricoverato e piantonato”, il Garante Ciambriello parla della morte di Meglio

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Antonio Meglio si è tolto la vita all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Era in attesa di giudizio per lesioni personali gravi perpetrate con l’uso di un coltello contro un’avvocatessa 32enne. Sulla vicenda è intervenuto il Garante dei Detenuti della Campania, Samuele Ciambriello: “Nelle carceri la gente continua a morire. In carcere si muore di malattie, overdose, incuria abbandono e soprattutto per suicidio. Antonio M. 40 anni detenuto napoletano in attesa di giudizio per lesioni personali gravi perpetrate con l’uso di un coltello era ricoverato, piantonato, presso l’ospedale san Giovanni Bosco di Napoli e si è tolto la vita ieri sera!”

Ciambriello ha anche denunciato anche la situazione detentiva: “Dall’inizio dell’anno con questa ultima tragica morte, sono 11 i suicidi mentre 28 morti sono per cause naturali o cause ancora da accertare. In Campania è il secondo dopo la morte al carcere di Santa Maria Capua Vetere, a metà gennaio, di un ventiquattr’enne. Il drammatico episodio riaccende i riflettori sull’emergenza detentiva e sulla gestione della salute mentale in carcere, dove sono solo tra Poggioreale e Secondigliano ci sono 250 detenuti malati di mente e psicotici”.

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L’estremo gesto di Antonio Meglio

Si è tolto la vita impicciandosi con un lenzuolo Meglio che la sera di giovedì scorso 5 marzo, al Vomero, a bordo di un bus ha aggredito e ferito con un coltello una penalista di 32 anni. Giovedì, dopo una trattativa a cui ha preso parte anche il conducente del bus a bordo del quale teneva l’ avvocato sotto minaccia, è stato bloccato e fermato dai carabinieri che hanno anche evitato un tentativo di linciaggio. Ieri il gip aveva convalidato il fermo ed emesso il carcere nei confronti del 39enne.

 

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