Immagini chiare, movimenti rigidi e un errore fatale: così le indagini sugli spari contro la caserma dei carabinieri in corso Garibaldi hanno portato a un 21enne di Barra, Vincenzo Fortunato. Il giovane è stato identificato grazie alle telecamere di un market e ad alcuni contenuti pubblicati sui social.Tra il 24 e il 25 dicembre 2024, mentre la città era immersa nei preparativi per le feste, il ragazzo avrebbe raggiunto la caserma Borgoloreto armato di fucile. Ripreso dalla videosorveglianza, si sarebbe nascosto dietro un’auto e un cassonetto, esplodendo più colpi verso l’ingresso. I proiettili hanno colpito le inferriate senza causare feriti. Dopo l’azione, il giovane si è allontanato con passo rigido. Convinto di non essere riconoscibile, ha abbassato il cappuccio proprio sotto una telecamera, offrendo agli investigatori un’immagine nitida del volto, risultata decisiva per l’identificazione.
Le tracce sui social
Le verifiche si sono estese anche ai profili online: su TikTok il 21enne pubblicava contenuti che lasciavano intendere una vicinanza ad ambienti criminali. Un elemento che, secondo gli inquirenti, si inserisce in una logica di esibizione e ricerca di consenso.La scelta della notte di Natale viene interpretata come una sfida simbolica alle istituzioni, un modo per affermare presenza e controllo sul territorio. La risposta investigativa è stata però rapida. Il caso si inserisce in una serie recente di attacchi contro sedi istituzionali a Napoli, tra cui strutture dell’Eav e uffici giudiziari. In un episodio distinto, un colpo ha danneggiato una vetrata della Procura Generale al Centro Direzionale; non si esclude l’uso di tecnologie come droni.Su quest’ultimo filone procede anche la Procura di Roma, mentre a Napoli continuano gli accertamenti per verificare eventuali collegamenti tra gli episodi. Il 21enne è ora detenuto e dovrà rispondere delle accuse davanti ai magistrati. Le prove raccolte, in particolare i video, risultano centrali nell’impianto accusatorio. Resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine su possibili nuovi atti intimidatori.


