Ieri tardo pomeriggio Ciro Panico è precipitato dal quarto piano di una palazzina in via Niglio a Ercolano. L’operaio di 54 anni era impegnato in alcuni lavori di muratura sul balcone di un’abitazione: avrebbe perso l’equilibrio, cadendo davanti all’androne. Trasportato all’ospedale del Mare, è morto per i traumi riportati. Indagini in corso da parte dei carabinieri per chiarire la dinamica e la posizione lavorativa. Salma sequestrata per autopsia.
Il cordoglio per Ciro Panico
Ieri il cordoglio per Ciro Panico è stato espresso dalla sindaca di Ercolano, Antonietta Garzia: “La tragedia che oggi ha colpito la nostra comunità ci lascia sgomenti. Alla famiglia della vittima rivolgo il mio cordoglio personale e dell’intera amministrazione Saranno gli organi competenti ad accertare dinamica, responsabilità e ogni altro aspetto di questa vicenda. È giusto attendere l’esito delle indagini e avere il massimo rispetto per il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. C’è però una riflessione che non può essere rinviata. Ogni volta che un lavoratore perde la vita, siamo chiamati ad interrogarci sul valore che si attribuisce al lavoro, alla sicurezza e alla dignità delle persone“.
“Apprendere della scomparsa di un lavoratore a Ercolano mi addolora profondamente e mi ferisce in modo particolare, perché questa tragedia è avvenuta nella mia città. Alla famiglia della vittima e ai suoi cari va il mio più sentito e profondo cordoglio”, dichiara Ciro Buonajuto, consigliere regionale della Campania e presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali con delega alla sicurezza.
“Non possiamo e non dobbiamo rassegnarci all’idea che le morti sul lavoro siano una fatalità ineluttabile. La prevenzione nei cantieri e in ogni luogo di lavoro deve rappresentare una priorità inderogabile. I direttori dei cantieri devono essere maggiormente responsabilizzati e chiamati a rispondere di qualsiasi carenza sulle norme di sicurezza o sugli infortuni. Tuttavia, accanto ai controlli, è indispensabile promuovere una vera e propria svolta culturale, perché troppo spesso la sicurezza viene fatta passare in secondo piano o sacrificata, e dobbiamo ricordare che nei cantieri anche una piccola disattenzione o il mancato utilizzo dei presidi di protezione può costare la vita. Serve un’assunzione di consapevolezza collettiva: da un lato i lavoratori devono essere messi in condizione di pretendere sempre tutti i dispositivi di protezione necessari per tutelare la propria incolumità; dall’altro gli organi ispettivi e le forze dell’ordine devono rispondere con prontezza e rigore a ogni chiamata e segnalazione. Non è ammissibile uscire di casa per guadagnarsi da vivere e non farvi più ritorno”, conclude Buonajuto.
“Non si può uscire di casa la mattina per andare a lavorare e non fare più ritorno. È una tragedia che lascia senza parole. Esprimo la mia più sincera vicinanza alla moglie, ai figli e a tutti i familiari e gli amici, colpiti da un dolore immenso e dalla perdita di Ciro Panico“, scrive Pietro.
“Con profondo cordoglio per la tragica scomparsa del nostro concittadino, e grande amico , vittima di un incidente sul lavoro .
Ci stringiamo con affetto e dolore alla famiglia Panico E Punzo e i suoi cari, porgendo le nostre più sentite condoglianze!“, scrive Anna.

