Ergastoli per i boss del clan di Lauro, i pentiti che hanno incastrato i Milionari

Il clan di Lauro è stato colpito profondamente grazie agli arresti eccellenti dei boss come Paolo, Cosimo e Marco. Un ruolo importante è stato giocato dai collaboratori di giustizia che hanno svelato dettagli importanti sulla storia criminale dei Milionari, sopratutto nel campo degli affari. F4 è stato l’ultimo in ordine di tempo ad essere condannato all’ergastolo.

Maurizio Prestieri è stato il braccio destro di Paolo di Lauro, tra i primi che ha raccontato tanti dettagli sulla vita del clan. Dall’omicidio di Aniello La Monica fino al tesoro di diamanti che il capofamiglia ha sepolto a Scampia, passando per la latitanza di Paolo in Grecia.

Salvatore Tamburrino è stato il braccio destro di Marco di Lauro, che si occupava della latitanza di F4. E’ lui che in un’intercettazione racconta di «diverse nottate passate insieme al capoclan». E’ lui che conosce i segreti più inaccessibili di ‘F4’, dato questo che spingerà presumibilmente la Procura ad indagare sul ‘tesoro’ della cosca di via Cupa dell’Arco nonchè sugli appoggi goduti da Di Lauro junior in 14 anni di latitanza.

Mario Pacciarelli ha confermato di aver incontrato Di Lauro nell’aprile del 2011 e nel 2014. Ha raccontato che F4 usava spostarsi cambiando più volte auto, nascondendosi dietro al cofano con un impianto di areazione o seduto al seggiolino di dietro

Gennaro Puzella è stato tra i primi insieme a puntare il dito contro il suo ex gruppo: «Dopo l’arresto di Cosimo comparve una lista scritta su un pezzo di carta affidata a Giuseppe Pica e poi passata da costui a Marco Di Lauro. Fu Marco Di Lauro a dire che si doveva continuare ad uccidere le persone della lista anche per evitare che, fermandosi gli omicidi, si potesse pensare che l’unico mandante e colpevole fosse Cosimo. Marco proseguì sulla scia del fratello, so che voleva uccidere Rito Calzone (esponente di punta degli scissionisti ndr) che ingiuriava Cosimo e faceva infuriare Marco».

Carlo Capasso, entrato minorenne nel clan, ha indicato Marco Di Lauro come il mandante di ben quattro omicidi e le sue dichiarazioni (fermo restando che “F4”e le altre persone tirate in ballo devono essere considerate estranee ai fatti narrati fino a prova contraria) sono allegate a vari provvedimenti restrittivi. Le accuse più gravi Carlo Capasso le ha formulate nel corso dell’interrogatorio del 18 febbraio 2013, un vero e proprio atto d’accusa contro colui divenuto una leggenda agli occhi dei suoi sodali.

Vincenzo Lombardi ha rivelato dettagli importanti sull’omicidio di Attilio Romano, infatti ha accompagnato il killer Mario Buono detto Topolino. Subito dopo quel delitto decise di pentirsi anche in conseguenza della morte della propria compagna. E’ stato uno dei primi a rivelare l’utilizzo di baby killer da parte dei Di Lauro durante la prima faida, giovanissimi reclutati proprio sui campi di calcio o ragazzi che, prima di delinquere, intrattenevano con i figli di Paolo Di Lauro soltanto rapporti di amicizia.